Bruno Barbieri, dietro il successo di MasterChef ci sono tradimenti e dolori
Dal successo di MasterChef alle ferite del passato: Bruno Barbieri racconta la parte più privata della sua vita nella nuova autobiografia
- Bruno Barbieri apre il lato più privato della sua storia tra tradimenti, solitudine e un passato segnato da fragilità tenute a lungo nascosta.
- Il rapporto duro con il padre, la fuga da casa e gli anni di sacrifici hanno costruito un percorso professionale nato dal lavoro e dalla resistenza.
- Nel libro trovano spazio anche un amore perduto, un incidente negli Stati Uniti e la scelta di rivolgersi ai giovani che entrano in cucina.
Masterchef, il successo, una vita tanto riservata quanto al contempo sotto i riflettori: Bruno Barbieri è uno dei nomi più affermati della cucina italiana, nonché del sistema di spettacolo televisivo che le ruota attorno. Eppure, anche se può essere banale dirlo, non tutto è come sembra e la sua vita è molto, molto più complicata di quanto si possa immaginare.
Lo rivela lui stesso in occasione dell’uscita del suo libro, Controluce, biografia che apre uno spiraglio su tutta quella parte della sua esistenza finora tenuta lontana dalle cucine e dagli studi televisivi. I dolori dello chef sono più grandi di quanto si possa immaginare.
- La fine di un'amicizia e la saracinesca abbassata
- Il padre Nello e un'infanzia complicata
- La fuga da casa e gli anni senza un soldo
- L'amore perduto di cui non aveva mai parlato
- Sette stelle Michelin e nessuna automobile
La fine di un’amicizia e la saracinesca abbassata
Nell’intervista al Corriere della Sera che accompagna l’uscita della sua autobiografia, il giudice di MasterChef parla della fiducia tradita da persone che gli stavano vicino. Le chiama squali, e la definizione arriva senza mezzi termini. Quelle persone, spiega, si erano accorte delle sue fragilità e si erano avvicinate per approfittarne, restando accanto a lui solo finché c’era qualcosa da prendere.
Il passaggio sui tradimenti è forse il cuore del libro in cui lo chef sessantaquattrenne di Medicina mette in fila le ombre di una carriera vista da tutti come una corsa ininterrotta verso il successo. Barbieri racconta di aver vissuto accanto a individui di cui si fidava e di aver capito solo dopo che il loro interesse riguardava le sue debolezze.
Controluce. Ombre e segreti di una vita
Per lui l’amicizia ha sempre avuto un valore quasi sacro, e proprio questo rende la ferita difficile da rimarginare. Tra sé e certe persone, dice, è calata una saracinesca: nessun chiarimento, nessuna seconda possibilità. Oggi si circonda di pochissimi amici e ammette di selezionare con attenzione chi lascia entrare nella sua vita, convinto che la solitudine sia una condizione con cui tutti finiscono per fare i conti.
Il padre Nello e un’infanzia complicata
Il capitolo più doloroso riguarda il rapporto con il padre. Nello Barbieri era un uomo durissimo, cresciuto in una famiglia di sedici fratelli, per il quale esisteva soltanto il lavoro. Da lui lo chef dice di aver ereditato quel senso del dovere portato all’eccesso che gli ha permesso di reggere turni massacranti per decenni.
Le aspettative del padre andavano in tutt’altra direzione: lo immaginava ingegnere, mentre il figlio era un creativo che voleva stare ai fornelli. Il giudizio paterno fu impietoso, tanto che Barbieri ricorda di essere stato considerato un incapace. L’infanzia, di conseguenza, è stata complicata, attraversata da un confronto che non trovava mai un punto d’incontro.
I due si sono ritrovati soltanto alla fine, quando il padre stava morendo. Riuscire a dirgli che gli voleva bene è stata una liberazione, racconta lo chef, che oggi pensa che quell’uomo se ne sia andato avendo capito il proprio errore. Nessuno dei due ha pronunciato la parola orgoglio, eppure Barbieri è convinto che il padre fosse fiero di lui e che un figlio queste cose le intuisca da solo.
La fuga da casa e gli anni senza un soldo
Il conflitto familiare lo ha spinto ad andarsene presto. Nel libro racconta cosa abbia significato fuggire dalla propria casa, un passo compiuto grazie al lavoro, l’unico strumento che aveva per allontanarsi da una famiglia che lo voleva diverso da quello che sentiva di essere.
Quella fuga, col senno di poi, lo ha anche protetto. L’hinterland bolognese dei primi anni Ottanta era un ambiente in cui molti suoi coetanei sono rimasti intrappolati, e diversi amici della sua generazione non ce l’hanno fatta. Barbieri è riuscito ad andare via, pagando il prezzo di un lungo periodo trascorso senza una lira in tasca, tra navi da crociera e cucine in cui si imparava il mestiere partendo dal gradino più basso.
L’amore perduto di cui non aveva mai parlato
C’è una parte della sua vita che lo chef ha sempre protetto e che nel libro emerge solo per accenni. La storia più importante è cominciata sui banchi di scuola ed è finita in tragedia: quella persona non c’è più, e Barbieri ammette di non essersi mai più innamorato allo stesso modo.
Ne parla con evidente fatica, chiedendo di fermarsi lì. Quando incontra il figlio di quella persona, figlio che non era il suo, l’emozione torna intatta. Il racconto si ferma sulla soglia, con la stessa riservatezza che lo ha portato per anni a tenere la vita privata fuori dalle telecamere.
Sette stelle Michelin e nessuna automobile
Tra le pagine trova spazio anche il rapporto con il denaro e con l’immagine pubblica. Lo chef chiarisce di non essere ricco e aggiunge di non possedere nemmeno un’automobile, una precisazione che stona con l’idea che il pubblico si è fatto di lui. Nel libro affiora inoltre un incidente negli Stati Uniti a cui è sopravvissuto, altro episodio rimasto finora fuori dalle interviste.
Il titolo funziona come una chiave di lettura dichiarata: guardando controluce si distingue quello che a occhio nudo resta invisibile. Controluce. Ombre e segreti di una vita arriva in libreria il 15 settembre, dedicato soprattutto ai ragazzi che si affacciano a questo mestiere, con l’idea di offrire un punto di partenza più che una lezione.
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