C’è un'Italia dove si vive più a lungo: è merito di quello che finisce nel piatto

Dalla Sardegna alle altre zone blu del mondo: cosa mangiano le popolazioni più longeve e quali abitudini aiutano ad arrivare a cent’anni

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  • In alcune aree del pianeta, dette zone blu, la combinazione di dieta, movimento e legami sociali genera percentuali di centenari fuori dal comune.
  • La Sardegna è la prima zona blu scoperta, dove pastorizia, comunità coese e ruoli sociali degli anziani spiegano la longevità maschile e femminile.
  • A tavola prevalgono legumi, verdure e porzioni moderate; convivialità e uno stile di vita attivo completano il quadro della salute duratura.

C’è un angolo d’Italia dove sedersi a tavola equivale a… fare un investimento sul futuro. Un territorio dove le candeline sulle torte arrivano a cento con una naturalezza che il resto del mondo si sogna, e dove il segreto passa anche da ciò che finisce nel piatto. La scienza ha un nome per posti così: li chiama zone blu, aree dove la longevità raggiunge livelli record. Sono cinque in tutto il pianeta e una di queste, la prima a essere scoperta, parla italiano.

Cosa sono le zone blu?

Le zone blu sono aree geografiche in cui la popolazione raggiunge età molto avanzate in percentuali fuori dal comune, con una concentrazione di centenari ben superiore alla media mondiale. Il termine nasce all’inizio degli anni Duemila dagli studi del medico sardo Gianni Pes e del demografo belga Michel Poulain, che durante le loro ricerche cerchiavano con un pennarello blu i comuni più longevi su una mappa. Da quel gesto è nata un’etichetta destinata a fare il giro del mondo.

A rendere popolare il concetto è stato poi il giornalista americano Dan Buettner, che con il National Geographic ha mappato le aree più longeve del pianeta e ne ha raccontato stili di vita e consuetudini. Il quadro che emerge da questi studi indica una costante: la genetica conta, ma a fare la differenza sono soprattutto alimentazione, movimento quotidiano, legami sociali e un forte senso di appartenenza alla comunità.

Quali sono le zone blu del mondo?

Le zone blu riconosciute sono cinque, distribuite su tre continenti. C’è Okinawa, l’arcipelago giapponese famoso per le sue donne ultracentenarie, dove la dieta si basa su verdure, tofu e patate dolci e dove vige la regola dell’hara hachi bu: alzarsi da tavola quando lo stomaco è pieno all’80 per cento.

Attraversando l’oceano si arriva alla penisola di Nicoya, in Costa Rica, dove mais, fagioli e zucca costituiscono da secoli la base dell’alimentazione contadina. In Grecia c’è Ikaria, isola dell’Egeo dove si mangiano legumi, verdure selvatiche, miele e olio d’oliva e dove il pisolino pomeridiano è quasi un’istituzione.

Negli Stati Uniti spicca Loma Linda, in California, con la sua comunità di avventisti del settimo giorno che segue un’alimentazione in larga parte vegetariana. E poi c’è lei, la capostipite di tutte le zone blu: la Sardegna, il luogo che dà un senso a questo viaggio.

La Sardegna, il posto dove si vive più a lungo

Eccolo, l’angolo d’Italia della promessa iniziale. I comuni della Barbagia e dell’Ogliastra, come Villagrande Strisaili, Seulo e Talana, sono stati i primi al mondo a ottenere il riconoscimento di zona blu, con numeri che hanno sorpreso gli stessi ricercatori. In questi paesi di montagna la percentuale di centenari supera di gran lunga quella del resto d’Europa, con una particolarità unica: gli uomini vivono a lungo quanto le donne, un’anomalia rarissima a livello mondiale.

Le spiegazioni chiamano in causa uno stile di vita rimasto fedele a sé stesso per generazioni. La pastorizia ha imposto camminate quotidiane su terreni ripidi, un esercizio fisico costante e mai forzato. A questo si aggiungono comunità piccole e coese, dove gli anziani restano al centro della vita familiare e sociale fino all’ultimo, con un effetto protettivo che gli studiosi considerano importante quanto la dieta.

Cosa si mangia nella zona blu sarda

Se mangiare qui allunga la vita, vale la pena guardare da vicino il menù. La tavola delle zone blu sarde racconta una cucina povera solo all’apparenza: il pane carasau e il pistoccu accompagnano minestroni di verdure e legumi, con fave, ceci e lenticchie a garantire l’apporto proteico principale. La carne compare di rado, riservata alla domenica e alle feste comandate, mentre il pecorino prodotto da animali al pascolo porta in dote grassi di qualità superiore rispetto a quelli degli allevamenti intensivi.

Poi c’è lui, il Cannonau, il vino rosso locale ricco di polifenoli, consumato in piccole quantità durante i pasti e diventato quasi un simbolo della longevità isolana. Più che i singoli alimenti, però, a contare è l’insieme: porzioni moderate, ingredienti del territorio, stagionalità e pasti condivisi, sempre.

I segreti della longevità (legati al cibo)

Mettendo in fila le abitudini delle zone blu, sarde e non solo, emergono regole alimentari sorprendentemente simili tra loro. La base è quasi ovunque vegetale: legumi ogni giorno, verdure di stagione, cereali integrali, frutta secca, con la carne relegata a comparsa occasionale. Le porzioni restano contenute, si smette di mangiare prima di sentirsi sazi e gli alimenti ultraprocessati sono praticamente assenti da queste tavole.

L’altro ingrediente, quello che nessuna etichetta nutrizionale può riportare, è la convivialità. Nelle zone blu il pasto è un rito collettivo, un momento di famiglia e di comunità che abbassa lo stress e nutre tanto quanto ciò che c’è nel piatto. Il messaggio che arriva da questi luoghi, in fondo, è semplice: per vivere più a lungo serve mangiare meglio, con calma e in buona compagnia. E in un angolo d’Italia lo fanno da secoli, senza bisogno che la scienza glielo suggerisse.

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Domande frequenti

Che cosa sono le zone blu?

Aree geografiche con percentuali di centenari molto alte, individuate da studi che collegano longevità a dieta, movimento e legami sociali.

Quali sono le cinque zone blu nel mondo?

Okinawa, la penisola di Nicoya, Ikaria, Loma Linda e la Sardegna sono le cinque aree riconosciute per l'alta longevità.

Perché la Sardegna è speciale tra le zone blu?

Comuni montani come Villagrande mostrano percentuali di centenari eccezionali e una particolarità: gli uomini vivono quanto le donne.

Che ruolo ha l'alimentazione nella longevità delle zone blu?

La dieta è prevalentemente vegetale: legumi quotidiani, cereali integrali, porzioni moderate e pochi alimenti ultraprocessati.

Quali abitudini oltre al cibo favoriscono una vita più lunga?

Movimento quotidiano non forzato, comunità coese e pasti conviviali che riducono lo stress contribuiscono alla maggiore longevità.

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