Il verdetto (forse) sorprendente: tra vino e birra, ecco chi fa ingrassare di più
Se siete a dieta ma volete comunque bere un bicchiere di vino o un calice di birra, non fate l'errore di contare le calorie: è meglio scegliere quella che ne ha di più.
Qualcuno va pazzo per il vino, altri per la birra, ma cosa succede se si vuole fare una scelta non dettata dal proprio gusto ma dalla componente calorica? È la scienza a spiegare se preferire il nettare di Bacco o la bevanda legata a Cerere e siamo pronti a scommettere che la risposta non piacerà a tutti.
- Ha più calorie il vino o la birra?
- L'inganno delle calorie
- I bicchieri nascondono qualcosa
- Il trucco per non ingrassare
Ha più calorie il vino o la birra?
Gli alcolici fanno ingrassare, sempre e comunque, e vanno consumati con una certa moderazione. Questa non è una novità, ma, mettendo da parte il gusto personale e concentrandoci sulle calorie, fa ingrassare di più il vino o la birra? Siamo pronti a scommettere che i sostenitori dell’uno indicheranno l’altro e viceversa, ma per evitare "spargimenti di sangue" è corretto dare la parola alla scienza.
Negli anni, sono stati condotti diversi studi sul nettare di Bacco e i suoi benefici, così come sulla bevanda legata alla dea Cerere, e tutti concordano nello stabilire che, pur avendo una gradazione alcolica inferiore a cocktail, whisky e agli altri "super", vanno comunque consumati con moderazione, saltuariamente e all’interno di una dieta sana ed equilibrata.
Questa premessa è necessaria per parlare delle calorie di vino e birra perché, a prescindere da ciò, non bisogna mai esagerare. In media, un bicchiere di vino (150 ml) contiene circa 120-130 calorie, mentre un boccale di birra standard (330 ml) fornisce un apporto calorico tra 150 e 200 kcal.
L’inganno delle calorie
All’apparenza, a una lettura veloce delle calorie, viene spontaneo sostenere che il vino sia più dietetico della birra. Eppure, basta analizzare i dati con un pizzico di attenzione in più per rendersi conto dell’inganno. Il nettare di Bacco, infatti, apporta tra le 120 e le 130 calorie kcal per un 150 ml, mentre le bionde 150/200 kcal per 330 ml.
Questo significa che è la birra a essere meno calorica del vino, visto che a parità di quantità l’apporto raddoppia. Tuttavia, la scienza ci dice che un calice di rosso potrebbe vincere a mani basse contro un fresco boccale di bionda.
I bicchieri nascondono qualcosa
I calici che solitamente si usano per bere il vino sono più piccoli rispetto ai boccali di birra, quindi secondo gli esperti si è portati a consumarne meno. Ma, non è solo questo il motivo per cui bisognerebbe preferire un buon rosso rispetto a una doppio malto.
Uno studio condotto dal Dipartimento di Nutrizione dell’Università di Copenhagen ha analizzato l’impatto che queste due bevande hanno sui processi metabolici. È emerso che il vino rosso, che contiene polifenoli come il resveratrolo, può influenzare positivamente il metabolismo lipidico. La birra, al contrario, presenta carboidrati provenienti dalla maltodestrina che possono aumentare i livelli di zucchero nel sangue e contribuire al deposito di grasso.
Risultati simili si leggono su ricerca pubblicata sull’European Journal of Clinical Nutrition: il consumo eccessivo di birra è strettamente collegato a una maggiore quantità di grasso addominale. Lo stesso non si può dire del vino.
Il trucco per non ingrassare
Quasi tutti gli studi scientifici disponibili concordano nel dire che il vino, seppur contenga più calorie, faccia meno ingrassare della birra. Ci teniamo, però, a ribadire che la moderazione è l’unica strada percorribile. All’interno di una dieta sana ed equilibrata, concedersi "un bicchiere" di tanto in tanto non è un’eresia e, vi diremo di più, non fa neanche ingrassare. È l’abitudine a essere deleteria.
Poi, se proprio volete bere senza provare sensi di colpa, vi sveliamo un piccolo trucchetto: meno alcol c’è, meglio è. Considerate che l’alcol fornisce 7 calorie per grammo, quindi più la bevanda è alcolica e maggiore è l’apporto calorico. Ergo, preferite sempre la bassa gradazione: il gusto non ne risente e la linea nemmeno.