Il Guardian incorona sette sagre italiane: la classifica che parte dal Salento e arriva in Alto Adige
Dalle lumache del Salento ai canederli di Vipiteno, il Guardian racconta sette sagre italiane dove mangiare bene spendendo circa 15 euro
- Il reportage racconta sette sagre italiane scelte per rappresentare la cucina di casa portata nelle piazze, con piatti tipici e volontariato.
- Le feste spaziano dal Salento all'Alto Adige e includono eventi storici e appuntamenti minori, ciascuno con specialità locali e date precise.
- Si raccomanda di arrivare presto per evitare code e problemi di parcheggio e di verificare online date e programmi prima di partire.
Un cartello di cartone all’incrocio, una freccia scritta a mano, il profumo di fritto che arriva prima delle luci: l’estate italiana ha una geografia parallela che nessuna guida riesce a mappare fino in fondo, fatta di piazze che per qualche sera si trasformano in sale da pranzo.
Il The Guardian ha provato a metterla su carta, affidando il racconto a un giornalista cresciuto tra le sagre di paese. Ne è uscita una selezione di sette feste gastronomiche che attraversa la penisola da Sud a Nord.
- Perché il Guardian ha scelto le sagre italiane?
- Le sette sagre italiane premiate dal quotidiano britannico
- Consigli per arrivare preparati
Perché il Guardian ha scelto le sagre italiane?
Il reportage-viaggio gastronomico, firmato da Gabriele Pasca e uscito il 26 luglio 2026, parte da una definizione che ai lettori britannici serve più che a noi: la sagra come cucina di casa portata fuori, in piazza, per un numero limitato di serate. Né mercato gastronomico né fiera di paese: è qualcosa che sta in mezzo e che vive di volontari, tavolate lunghe e numeri chiamati al microfono.
L’autore è nato in Salento e cresciuto a Taviano, e usa la memoria personale come filo conduttore: le pittule fritte una alla volta, i genitori che si fermano a salutare mezzo paese, il piatto povero che ai villeggianti in cerca di spiagge risultava incomprensibile. La chiave del ragionamento è la spesa: con una cena completa che resta intorno ai quindici euro in un Paese dove uscire a tavola costa sempre di più.
Le sette sagre italiane premiate dal quotidiano britannico
La lista tiene insieme feste storiche con decenni di edizioni alle spalle e appuntamenti piccolissimi, legati a un solo ingrediente. Qui l’elenco completo con date e specialità.
Sagra tu Furese, Mancaversa (Lecce)
Si tiene a metà agosto nella marina di Taviano e in dialetto salentino il nome significa festa del contadino. Attorno a Piazza delle Rose arrivano salsicce sulla brace, pezzetti di cavallo cucinati nel sugo di pomodoro e gnummareddi, gli involtini di interiora d’agnello per palati allenati.
Festa della Municeddha, Cannole (Lecce)
Organizzata dal 1985 dalla Pro Loco Cerceto, si svolge dal 10 al 14 agosto in un borgo di poco più di 1.500 abitanti, verso Otranto e i laghi Alimini. Protagonista è la lumachina di terra, servita al sugo, stufata con cipolla e olio oppure arrostita, sempre estratta dal guscio con lo stuzzicadenti e mangiata in piedi.
Sagra dei Maccheroncini di Campofilone (Fermo)
Sulle colline della valle dell’Aso, dal 1964, la festa in programma dal 7 al 10 agosto celebra una pasta all’uovo di semola tagliata sottilissima, che cuoce in sessanta secondi. Appena scolata viene mantecata su grandi tavole di legno con un ragù misto di carne, fino a diventare una massa compatta e lucida.
Sagra del Fusillo Felittese, Felitto (Salerno)
Dal 13 al 23 agosto il paese del Cilento interno, sopra le Gole del Calore, rinnova un appuntamento nato nel 1976 a Remolino. Il fusillo è lungo e bucato, tirato a mano attorno a un ferretto e condito con ragù di castrato oppure di vitello: per raggiungere Felitto dalla costa serve mettere in conto mezza giornata.
Sagra del Tortellino Tradizionale, Castelfranco Emilia (Modena)
L’unica tappa di settembre in Emilia (dal 4 al 14) si tiene in Piazza Bergamini e mette d’accordo Modena e Bologna su una paternità contesa. La leggenda locale racconta di un oste della Locanda Corona che avrebbe copiato la forma dall’ombelico di Venere, spiato da una serratura: il ripieno unisce lombo di maiale, prosciutto, mortadella, parmigiano, uovo e noce moscata, e il tortellino arriva a tavola in brodo di cappone. Chiude la festa un corteo storico in costume lungo Corso Martiri.
Sagra dei Canederli, Vipiteno (Bolzano)
Il 13 settembre il centro storico ospita una tavolata di 400 metri apparecchiata con la tovaglia a quadretti, con menù diversi da un tratto all’altro. Il canederlo nasce da pane raffermo, uova e latte, e si trova in brodo, con speck, funghi, formaggio ed erbe, oppure nella versione dolce con albicocche o prugne.
Sagra della Cipolla di Giarratana (Ragusa)
Nel Sicilia sud-orientale, dal 12 al 14 agosto e in collegamento con la festa di San Bartolomeo, il borgo ibleo dedica tre giorni a una cipolla grande, piatta e dolcissima, riconosciuta come Presidio Slow Food. Si mangia cruda a fettine con olio, sale e formaggio, al forno intera o ripiena, oppure dentro la scaccia, la focaccia ripiegata tipica della zona.
Consigli per arrivare preparati
Al netto della classifica del Guardian, vale la pena dire che a queste feste occorre decisamente arrivare preparati: i borghi coinvolti hanno pochi posti auto e strade strette, quindi l’orario di arrivo pesa più della prenotazione. Le prime tavolate si riempiono entro le venti e chi arriva a buio trova code lunghe alle casse. A Giarratana, per esempio, la sistemazione migliore resta fuori dal centro, tra Ragusa, Modica e Chiaramonte Gulfi.
Le date di alcune sagre si spostano di anno in anno e i programmi cambiano fino all’ultimo, per cui una verifica sulle pagine dei Comuni e delle Pro Loco resta il passaggio più utile prima di partire.
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