Festa del Papà: la storia della sfincia di San Giuseppe, che profuma di ricotta e devozione

La sfinci di San Giuseppe è il dolce siciliano per eccellenza della Festa del Papà: le sue origini, però, non sono italiane.

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Sfincia di San Giuseppe con ricotta fresca e ciliegia

Che sia la Festa del Papà o meno, resistere a una gustosissima sfincia di San Giuseppe è un’impresa titanica. Dolce siciliano ormai diventato famoso in tutto il Belpaese, ha una storia assai affascinante che a detta di molti affonda le radici nella dominazione araba, mentre secondo altri è di origine ebraica. Una cosa è certa: il sapore è a dir poco paradisiaco.

Le origini della sfincia di San Giuseppe

Anche se molti credono che il dolce della Festa del Papà sia solo uno, sua maestà la zeppola, in alcune zone d’Italia ci sono altre prelibatezze che meritano di essere assaggiate e riassaggiate fino alla nausea. Sicuramente, tra quelle più famose c’è la sfincia di San Giuseppe, una ricetta nata in Sicilia ma ormai nota in tutto il Paese.

La storia degli sfinci è antichissima. Secondo diversi fonti, sono nati prendendo ispirazione dalle arabe isfang (in italiano spugne), ossia piccole paste fritte arrivate in territorio siciliano con le invasioni del IX secolo dopo Cristo. Una prima trasformazione, però, si deve alle suore del Monastero palermitano delle Stimmate che, in onore del santo che si celebra il 19 marzo, decisero di ricoprire di miele le frittelle arabe.

Tuttavia, la sfincia come la conosciamo oggi è frutto dell’ingegno dei pasticceri palermitani che, poco dopo, vollero aggiungere ricotta, cioccolato, canditi e granella di pistacchio. È doveroso sottolineare che alcune fonti sostengono che il dolce siculo abbia origini ebraiche. Sembra, infatti, che nel giorno di Hannuka, i sefarditi facessero delle frittelline molto simili.

A prescindere dal dolce originario a cui si deve l’ispirazione, una cosa è certa: le primissimi sfinci, seppur molto più ‘povere’ di quelle attuali, portano la firma delle religiose del Monastero delle Stimmate.

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Sfincia di San Giuseppe, dolce tipico siciliano

Come si fa la sfincia siciliana?

La sfincia di San Giuseppe si realizza con un impasto a base di farina, uova intere e solo tuorli, lievito, latte e zucchero. Ottenuto il composto, si dà una forma irregolare simile proprio a una spugna e poi si frigge in olio bollente. La ‘farcitura’ è sicuramente la sua marcia in più: una crema di ricotta addolcita con zucchero, gocce di coccolato o granella di pistacchio e canditi.

Secondo la tradizione, la frittura va fatta rigorosamente con la sugna o lo strutto, ma è doveroso sottolineare che oggi quasi nessuno usa questi grassi di origine animale. Seppure ottimi, sono stati sostituiti con l’olio vegetale, più facile da trovare in commercio. In ogni modo, il risultato è sempre lo stesso: la pasta fritta è morbida, una vera e propria nuvola.

Quante sfinci esistono?

Il dolce palermitano di San Giuseppe è la versione più famosa in assoluto, ma secondo il libro La cucina siciliana in 1000 ricette tradizionali di Alba Allotta esistono altre varianti molto gustose. Ad esempio, la sfinci di Nicosia, in provincia di Enna, si ottiene da un impasto simile, ma viene servita con zucchero e cannella, soprattutto nel periodo di Carnevale.

Si trovano, poi, farciture di crema pasticcera invece che ricotta, oppure le sfinci di "cucuzza" delle Eolie, con purea di zucca gialla, farina, latte e uva sultanina e ancora quelle natalizie, con un impasto a base di farina, patate, lievito, marsala e semi di anice.

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