Richiamo salame Milano: possibile presenza di Salmonella, il lotto da non consumare

Il Ministero della Salute ha pubblicato un'allerta per un lotto di salame Milano, venduto nei supermercati in confezioni da 100 grammi.

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Il Ministero della Salute ha pubblicato il 17 marzo 2026 un richiamo alimentare per un lotto di salame Milano di una catena di supermercati nazionale, per possibile presenza di salmonella, un batterio responsabile di tossinfezioni alimentari note appunto come salmonellosi.

La segnalazione del Ministero ha fatto seguito a quella dell’azienda stessa, che ha avviato il richiamo in via cautelativa. Come di solito accade in questi casi, il richiamo riguarda esclusivamente il lotto indicato e non l’intera produzione del marchio: le confezioni con dati diversi possono essere consumate regolarmente, senza rischi.

Qual è il salame a rischio salmonella?

Il prodotto interessato (qui il richiamo ufficiale) è venduto affettato in confezioni da 100 grammi, con numero di lotto 22604715 e termine minimo di conservazione 22 aprile 2026. Il TMC è una data entro cui il prodotto è al meglio delle sue qualità organolettiche, non una scadenza assoluta.

Il prodotto reca il bollo sanitario IT 444 L UE ed è stato prodotto da un salumificio modenese. Chi ha acquistato il prodotto non deve consumarlo. È possibile restituirlo al punto vendita dove è stato acquistato per ottenere il rimborso o la sostituzione, senza necessità di presentare lo scontrino: nei richiami per sicurezza alimentare prevale la tutela della salute pubblica.

Come entra la salmonella nella catena alimentare?

La Salmonella può raggiungere un alimento attraverso diversi punti della filiera, anche prima che il prodotto arrivi in lavorazione. Le principali vie di ingresso riguardano i mangimi contaminati, il bestiame, le deiezioni di uccelli o altri animali selvatici, acque o liquami non trattati. Succede di frequente alle uova, ma non solo.

Nei salumi, il rischio si concentra nelle fasi di lavorazione delle carni crude: una contaminazione crociata tra superfici, attrezzature o lavoratori può trasferire il batterio anche a prodotti che non vengono sottoposti a trattamenti termici. A complicare il quadro, la Salmonella non incide qualitativamente sul prodotto finito, quindi può passare inosservata fino ai controlli analitici. Per questo motivo le industrie alimentari sono tenute a monitorare regolarmente le proprie linee di produzione con test specifici.

Perché la Salmonella è pericolosa

La Salmonella non altera aspetto, odore o sapore dell’alimento, rendendo difficile accorgersi della contaminazione. I sintomi della salmonellosi — diarrea, febbre, dolori addominali, nausea e vomito — possono comparire da alcune ore a qualche giorno dopo il consumo. I soggetti più a rischio sono bambini, anziani e persone immunocompromesse. In caso di sintomi riconducibili a una tossinfezione alimentare, è necessario rivolgersi immediatamente a un medico o al pronto soccorso.

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