Dal disgusto al pregiudizio: come nasce e si manifesta il razzismo alimentare

Il razzismo alimentare esiste ed è bene che se ne parli: nessuno deve essere discriminato e maltrattato per le proprie tradizioni gastronomiche.

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Gustoso piatto della cucina indiana con pane naan, curry e riso

Se non vi piace un particolare cibo o una ricetta, dovete fare attenzione a come vi comportate: potreste rischiare una denuncia per razzismo alimentare. Fermo restando che ognuno ha i propri gusti ed è sacrosanto ammettere di amare o meno una pietanza, non bisogna mai dimenticare che c’è modo e modo di esprimersi.

Cos’è il razzismo alimentare e come si manifesta

Qualcuno potrebbe pensare che il razzismo alimentare sia l’ennesima esagerazione figlia del politicamente corretto, ma basta approfondire un po’ di più per rendersi conto che questa espressione indica situazioni che vanno oltre il limite della decenza. Chiariamo subito che non basta esprimere un parere negativo su un piatto per essere accusati, sarebbe una follia, ma bisogna mettere in atto veri e propri atteggiamenti dispregiativi.

Nello specifico, si parla di razzismo alimentare quando si isolano, si discriminano o si insultano le persone solo per le loro tradizioni gastronomiche. L’esempio calzante ci arriva dall’Università del Colorado Boulder, dove due studenti di dottorato provenienti dall’India sono stati costretti a tornare in Patria perché maltrattati dai colleghi per l’odore delle "schiscette" che portavano in facoltà.

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Gustoso palak paneer, piatto della tradizione indiana

Il caso dei due studenti indiani

Aditya Prakash e la sua fidanzata Urmi Bhattacheryya hanno deciso di tornare in India dopo aver vissuto sulla propria pelle il razzismo alimentare. Tutto è nato nel 2023, all’Università del Colorado Boulder, dove entrambi stavano seguendo il dottorato, a quanto pare per un piatto di palak paneer, una specialità indiana a base di spinaci e formaggio.

Sembra che un collega di facoltà, durante l’ora di pranzo, abbia definito la loro schiscetta "troppo puzzolente". Di conseguenza, a Prakash e alla sua fidanzata è stato vietato di scaldare i loro cibi "dall’odore pungente". I due studenti, basiti, hanno poi scoperto che la regola valeva solo per il curry.

Ma, non è tutto. La situazione è peggiorata quando i due sono arrivati a subire ritorsioni e si sono visti costretti a denunciare l’università per aver perso i finanziamenti per la ricerca, i ruoli di insegnamento e pure il supporto dei loro supervisori. Il tutto per scaldare un piatto di palak paneer.

Il risarcimento

Lo scorso settembre, l’Università del Colorado Boulder ha deciso di mettere fine alla causa con i due studenti senza ammettere di aver commesso razzismo alimentare, ma sganciando un sostanzioso risarcimento economico pari a 200.000 dollari (poco meno di 170mila euro).

L’ateneo ha dichiarato: "Quando queste accuse sono emerse nel 2023, le abbiamo prese sul serio e abbiamo seguito processi consolidati e solidi per affrontarle, come facciamo con tutte le denunce di discriminazione e molestie. Abbiamo raggiunto un accordo con gli studenti a settembre e neghiamo ogni responsabilità in questo caso".

Prakash, dal canto suo, ha sottolineato che lui e la fidanzata hanno sporto denuncia non per una questione di soldi, ma per far emergere il razzismo alimentare. Tra l’altro, in passato, era già stato discriminato per questo e, udite udite, è accaduto in Italia. Ha raccontato: "Azioni come isolarmi dai miei compagni di classe europei o impedirmi di usare un microonde condiviso a causa dell’odore del mio cibo sono il modo in cui i bianchi controllano la tua indianità e restringono gli spazi in cui puoi esistere".

I due studenti, alla fine della fiera, sono tornati in India, ma sono riusciti a ottenere il titolo di studio dall’università americana. "Non importa quanto tu sia bravo in quello che fai, il sistema ti dice costantemente che, a causa del colore della tua pelle o della tua nazionalità, potresti essere rimandato indietro in qualsiasi momento. La precarietà è acuta e la nostra esperienza all’università ne è un buon esempio", ha concluso Prakash.

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