Spuntini a tutte le ore: la nuova normalità della tavola contemporanea

Il report "Snacking Revolution" di YouGov fotografa una trasformazione strutturale delle abitudini alimentari italiane: cambia il carrello, cambia il target, cambiano i canali. Ma la qualità resta la variabile decisiva.

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Lo spuntino non è più un’eccezione alla regola dei tre pasti, ma è diventato la regola tra i pasti. Secondo il report Snacking Revolution di YouGov — studio che incrocia i dati del panel acquisti di oltre 17.000 famiglie con un’indagine su 30.000 individui — il 79% degli italiani consuma abitualmente uno snack durante la giornata, al punto che nel settore si parla ormai di quarto pasto.

Hanno classificato il fenomeno come snackification e i dati sono stati pubblicati a febbraio 2026, la fotografia di un cambiamento che non riguarda solo i comportamenti a tavola, ma anche il carrello della spesa, i canali di acquisto e i profili di chi compra.

I numeri di una rivoluzione silenziosa

La presenza dello snack nei carrelli italiani è arrivata al 45%. Nel 2025 le famiglie acquirenti hanno raggiunto quota 26,5 milioni (erano 26 milioni nel 2024), con una spesa media annua pro-famiglia che è cresciuta da 408 a 426 euro. In altre parole, aumenta sia la spesa per gli snack che la frequenza d’acquisto, specialmente per quelli salati.

Il momento preferito per lo spuntino è il pomeriggio, scelto dal 55% degli intervistati, con una concentrazione marcata nella fascia 18-34 anni (66%) e nel nord-ovest del Paese (61%). Il fenomeno si inserisce in un contesto in cui la colazione è sostanziosa solo per il 21% degli italiani e il piatto unico prevale sia a pranzo (64%) che a cena (68%). La giornata alimentare si riorganizza per frammenti e lo snack occupa gli spazi lasciati liberi dai pasti tradizionali.

Cosa finisce nel carrello

Tra i prodotti in crescita, lo yogurt in tutte le sue varianti, dal greco al light, si afferma come il più apprezzato dagli italiani, insieme a skyr e kefir (scopri come farlo in casa). Avanzano le referenze high protein, con una penetrazione del 93,5% nel 2025, i prodotti senza (lattosio, glutine, zuccheri aggiunti) e le alternative plant-based, Frutta fresca e secca restano gli snack più frequenti a metà mattina e pomeriggio, mentre per il dopo cena prevale il dolce.

La crescita coinvolge anche segmenti demografici tradizionalmente meno associati agli snack: single, famiglie bicomponenti, over 55 e nuclei senza bambini mostrano tutti forti incrementi di spesa negli ultimi tre anni.

I canali che cambiano le abitudini

YouGov segnala tre dinamiche rilevanti sul fronte distributivo. Le vending machine coinvolgono quasi 27 milioni di consumatori italiani, grazie alla loro diffusione capillare in uffici, scuole e luoghi di transito. Le casse self-service sono usate dal 27% delle famiglie, un canale che modifica le logiche dell’acquisto di impulso, tradizionalmente legate alle avancasse. Discount, drugstore e online, infine, guadagnano penetrazione e frequenza come punti di accesso allo snacking.

Che sia frutta secca o barretta proteica, la variabile che il report lascia sullo sfondo, ma che gli esperti di nutrizione mettono al centro, è la qualità di ciò che si sceglie. Proteico non è sinonimo di equilibrato, così come plant-based non esclude l’ultra-processato. In un mercato che offre più di 80 milioni di occasioni di consumo al giorno, la lettura dell’etichetta resta l’unico strumento di orientamento reale.

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