Chiude una storica pasticceria dopo 52 anni: "I giovani non vogliono più fare sacrifici"

La storica Pasticceria Agabio ha chiuso per sempre: davvero le professioni artigianali sono destinate a morire perché i giovani non hanno voglia di impegnarsi?

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Bancone della pasticceria con tante varietà di paste
  • La Pasticceria Agabio di Borgomanero ha chiuso dopo 52 anni, lasciando ai clienti il ricordo dei dolci artigianali e dei celebri Brutti ma buoni.
  • Anna Giromini e Lidio Duella avviarono l’attività nel 1974, costruendo un punto di riferimento locale legato alla cura del prodotto e alla tradizione.
  • L’addio riapre il dibattito sul futuro dei mestieri artigianali e sulla necessità di trasmettere competenze conciliando impegno professionale e qualità della vita.

Dopo oltre mezzo secolo di attività, un altro indirizzo storico italiano ha abbassato le serrande per non riaprirle più. Stiamo parlando della Pasticceria Agabio di Anna Giromini e Lidio Duella a Borgomanero, in provincia di Novara, che ha salutato i suoi clienti dopo 52 anni di lavoro, dolci preparati con cura e tradizioni portate avanti con passione. Insieme alla commozione per la chiusura, però, c’è anche una riflessione amara sul futuro della professione e sulla difficoltà di trovare giovani disposti a raccoglierne l’eredità.

Pasticceria Agabio, una storia lunga oltre mezzo secolo

La storia della pasticceria Agabio è legata a quella di Anna Giromini e Lidio Duella. Era il primo luglio del 1974, quando i coniugi rilevarono l’attività dai precedenti proprietari, portando avanti il nome originario nel centralissimo corso Garibaldi a Borgomanero, in provincia di Novara.

Da allora, per oltre cinquant’anni, il laboratorio è diventato un punto di riferimento per gli amanti dei dolci artigianali. Tra le specialità più conosciute ci sono soprattutto i Brutti ma buoni, i biscotti croccanti e irregolari che hanno conquistato generazioni di clienti e che possono vantare anche il marchio di denominazione comunale.

Dietro il bancone, Anna e Lidio hanno costruito una realtà fatta di lavoro quotidiano, attenzione alle materie prime e legame con il territorio, il tutto condito con sorrisi e cordialità. Duella, classe 1948, ha iniziato a lavorare giovanissimo, prima come chef a Sestri Levante poi dedicandosi anima e corpo alla pasticceria.

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Interno di una pasticceria con tanti dolci nel bancone per la vendita

La decisione di chiudere

Dopo 52 anni, però, è arrivato il momento di fermarsi. La Pasticceria Agabio ha chiuso definitivamente il 26 ottobre 2026, lasciando un vuoto tra i clienti più affezionati. Negli ultimi giorni sono state tante le persone che hanno raggiunto il negozio per acquistare gli ultimi dolci, ma soprattutto per salutare i due titolari.

Raggiunta da La Nazione, Anna non ha nascosto la commozione: "Non pensavo di ricevere tanto affetto, è un’emozione continua". Lidio, invece, ha accompagnato l’addio con una riflessione più amara sul futuro del mestiere: "Oggi sacrifici, sabato, domenica, Natale, Pasqua, non ne vogliono più".

Il pasticcere ha spiegato di non essere mai stato geloso delle proprie conoscenze e di aver sempre cercato di trasmettere il mestiere ai giovani, aiutandone alcuni anche ad avviare un’attività propria. La voglia di insegnare, insomma, non gli è mai mancata, ma a quanto pare nessuno è stato disposto a portare avanti la sua Agabio.

Davvero i giovani non vogliono più fare sacrifici?

Le parole di Duella fanno riflettere su un problema che riguarda molti mestieri artigianali. Lavorare in pasticceria significa spesso alzarsi quando fuori è ancora buio, trascorrere molte ore in laboratorio e rinunciare a tutte le festività e ai weekend. Non è una professione semplice e richiede passione, costanza e, talvolta, una lunga gavetta.

Ma, non è solo una questione di "sacrifici". Le nuove generazioni hanno anche un rapporto diverso con il lavoro e il tempo libero. Desiderare orari più sostenibili e una migliore conciliazione tra vita privata e professionale non significa necessariamente avere meno voglia di impegnarsi.

La vera sfida, forse, è trovare un equilibrio che permetta di tramandare competenze e tradizioni senza chiedere a chi inizia di rinunciare a tutto il resto. Intanto, per la Pasticceria Agabio potrebbe non essere ancora detta l’ultima parola: l’immobile appartiene alla famiglia e le attrezzature del laboratorio sono ancora presenti. Chissà, magari un giorno qualcuno deciderà di raccogliere il testimone e riportare in vita il profumo dei suoi celebri Brutti ma buoni.

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Domande frequenti

Dove si trovava la Pasticceria Agabio?

Era in corso Garibaldi, nel centro di Borgomanero, in provincia di Novara.

Quando ha chiuso la Pasticceria Agabio?

La pasticceria ha chiuso definitivamente il 26 ottobre 2026, dopo 52 anni di attività.

Quali dolci erano tra le specialità della pasticceria?

Tra le specialità più note c’erano i Brutti ma buoni, biscotti croccanti e irregolari riconosciuti anche con la denominazione comunale.

Chi gestiva la Pasticceria Agabio?

Anna Giromini e Lidio Duella rilevarono l’attività il primo luglio 1974 e la portarono avanti per oltre cinquant’anni.

Perché è difficile trovare giovani disposti a fare i pasticceri?

Il lavoro richiede sveglie molto presto, lunghe ore in laboratorio e spesso turni nei weekend e durante le festività. La sfida è trasmettere il mestiere garantendo anche un equilibrio con la vita privata.

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