Come mai basta l'odore al caffè al mattino per farci sentire più svegli?

Secondo un recente studio, basta l'odore del caffè per svegliarci al mattino: il merito è dell'olfatto che "agisce" direttamente sul cervello.

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Tazzina di caffè fumante

Il mattino ha l’oro in bocca, ma per molti questo detto non ha senso se, appena alzati dal letto, non si consuma un buon caffè. A spiegare perché questa bevanda sia così stimolante, tanto che basta solo l’odore a ridestare dal sonno, è la scienza.

Lo studio sugli odori: il caffè

Per molte persone, la sveglia che suona al mattino è a dir poco traumatica. I primi cinque minuti si trascorrono a letto, sognando di poter dormire ancora un po’ e maledicendo il lavoro. Poi, appena si infilano le ciabatte ai piedi, si ha una sola necessità: un buon caffè. Questa, almeno, è la situazione che vivono quotidianamente coloro che non riescono a carburare senza prima inserire nello stomaco un espresso. Ma, sapete che basta il suo odore a strapparci dalle braccia di Morfeo?

Secondo uno studio condotto da Reviva Coffee in collaborazione con la dottoressa Hana Patel, sono cinque i profumi che possono aumentare i livelli di energia e tra questi c’è proprio il nostro amato espresso. Da sempre legato a una maggiore concentrazione e vigilanza, il caffè è in grado di interagire con il sistema olfattivo del cervello, agendo in modo positivo sia sul corpo che sulla mente.

Non è solo il consumo ad avere questo ‘potere’, ma anche l’odore. Che siano chicchi tostati, o semplicemente l’aroma che si libera dalla caffettiera poco importa, ciò che conta è proprio il profumo in sé. Ciò avviene perché, a detta degli esperti, la fragranza emanata attiva il sistema nervoso centrale e aumenta la vigilanza, innescando le vie della dopamina, ossia i neurotrasmettitori del benessere, nel cervello.

Lo studio ci dà, quindi, un’informazione molto importante: l’odore del caffè al mattino sveglia tutti, anche coloro che non lo amano o non possono berlo per i motivi più disparati.

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Gustoso e fumante caffè gourmet

Non solo caffè: gli altri odori che fanno bene

Così come l’odore del caffè al mattino è in grado di svegliarci ancor prima del consumo, ci sono altri profumi particolari in grado di agire sul nostro cervello. Il meccanismo è, bene o male, il medesimo: il naso percepisce una fragranza e i recettori olfattivi strettamente collegati al sistema limbico del cervello stimolano e migliorano la vigilanza.

Il sistema limbico, tra l’altro, svolge un ruolo fondamentale nella gestione del comportamento, delle emozioni, della motivazione e della formazione della memoria. Quindi, è sempre a causa sua se alcuni odori scatenano sentimenti tutt’altro che positivi, che magari vanno pure a influenzare l’umore.

Secondo lo studio di Reviva Coffee, gli altri profumi che possono stimolare il cervello sono: citronella, mentolo, arancia e cioccolato. Nello specifico, la citronella è in grado di ridurre stress, ansia e la cosiddetta nebbia cerebrale. Inoltre, favorisce concentrazione e vigilanza. Il mentolo agisce soprattutto sull’attenzione e sulla vigilanza, ma migliora pure le capacità di apprendimento e contrasta lo stress.

L’arancia è un vero e proprio toccasana per l’umore e l’attenzione, ma stimola anche la veglia e la memoria. Infine, abbiamo il cioccolato, l’antidepressivo naturale per eccellenza. Secondo gli esperti, il suo profumo sollecita il centro di ricompensa del cervello, con conseguente rilascio di dopamina e aumento di felicità e benessere. Ma, non è tutto. È in grado di migliorare le funzioni cognitive, il rilassamento, la concentrazione e la creatività. Ha solo una pecca: sembra che il suo ‘potere’ non sia immediato quanto quello degli altri odori.

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