Non tutte le confetture sono uguali: la classifica che cambia la spesa
Altroconsumo ha analizzato 19 confetture tra marche famose, bio e discount: ecco quali hanno convinto di più tra assaggi e test di laboratorio
Cosa portiamo, davvero, nelle nostre dispense, quando scegliamo la confettura con cui far merenda o fare colazione? Forse non proprio qualcosa di sano. A dircelo è la classifica di Altroconsumo, che ha messo sotto esame 19 prodotti a base di albicocca.
Il quadro che emerge ha luci e ombre: quasi tutti i prodotti rispettano i requisiti minimi sulla quantità di frutta, ma i residui di pesticidi sono stati trovati in 13 vasetti su 19. E in almeno un caso, quello che c’è scritto sull’etichetta non corrisponde a quello che c’è dentro.
I criteri di valutazione di Altroconsumo
Prima di addentrarci nella classifica, vale la pena fare una panoramica sulle modalità di valutazione di Altroconsumo. L’intero giudizio si è costruito su quattro assi principali: analisi di laboratorio (residui di pesticidi e quantità di frutta effettiva), verifica dell’etichetta e assaggio alla cieca condotto a Milano e Bologna con il supporto dei tester qualify.
Per i pesticidi, la valutazione non si è limitata alla presenza o assenza di residui: i prodotti in cui sono comparsi pesticidi con profilo più critico (classificati come cancerogeni, mutageni, tossici per la riproduzione o potenziali interferenti endocrini) hanno ricevuto penalizzazioni significative nel punteggio finale, anche quando i valori si collocavano sotto i limiti di legge.
Sul fronte della frutta, il parametro di riferimento è 45 g per 100 g di prodotto, soglia minima prevista per le confetture extra. Le analisi hanno verificato non solo che questo valore fosse rispettato, ma anche che corrispondesse a quanto dichiarato in etichetta. L’assaggio ha completato la valutazione, con attenzione ad aspetto, odore, gusto, consistenza e gradimento complessivo.
La classifica
I 19 prodotti testati occupano un intervallo che va da 41 a 86 punti, con una divisione piuttosto marcata tra i primi sei (tutti con qualità ottima o buona) e il resto del gruppo, scivolato in territorio di qualità bassa.
- Rigoni di Asiago Fiordifrutta Albicocche Bio: 86 punti (Migliore del Test), 4,10 €. Biologico, senza residui di pesticidi, alto contenuto di frutta e ottimo risultato all’assaggio;
- Vis Confettura extra di albicocca: 82 punti (Scelta dei consumatori), 3,56 €. Non biologico, premiata per il risultato particolarmente apprezzato nella prova di assaggio alla cieca;
- Puertosol Eurospin Confettura extra di albicocca: 73 punti (Miglior Acquisto), 1,54 €. Non biologico, senza residui di pesticidi, rispetta quanto dichiarato in etichetta e ha uno dei prezzi più bassi del test;
- Alce Nero Albicocche 100% Bio: 71 punti, 4,30 €. Biologico, buon profilo complessivo su frutta e pesticidi;
- Terre d’Italia Confettura extra di albicocca: 71 punti, 3,18 €. Non biologico, senza residui di pesticidi e con un buon rapporto qualità-prezzo;
- Apicoltura Casentinese Solo Frutta Bio Albicocca: 64 punti, 4,64 €. Biologico, qualità buona ma punteggio in calo rispetto ai primi cinque;
- Santa Rosa Confettura classica d’albicocche: 48 punti, 2,49 €. Non biologico, qualità bassa, con residui di pesticidi tra i fattori che hanno inciso sul giudizio;
- Carrefour Confettura extra di albicocca: 48 punti, 2,06 €. Non biologico, qualità bassa, penalizzato dalla presenza di residui con profilo critico;
- Menz & Gasser Albicocca: 47 punti, 5,39 €. Non biologico, qualità bassa nonostante il formato generoso;
- D’Arbo Albicocca 80% di frutta: 47 punti, 3,60 €. Non biologico, dichiara un alto contenuto di frutta (80%), qualità bassa per via dei residui di pesticidi rilevati.
Vale la pena notare che, come già accaduto per il pesto del supermercato, per il miglior ragù pronto e per i sughi, prezzo e qualità non viaggiano nella stessa direzione: accanto al prodotto biologico in testa alla classifica, il riconoscimento Miglior Acquisto finisce a una confettura da discount. Un dato che dice già qualcosa su come orientarsi tra gli scaffali.
La confettura vincitrice
In cima alla classifica si posiziona Rigoni di Asiago Fiordifrutta Albicocche Bio, con 86 punti.Come dicevamo è una preparazione biologica, priva di residui di pesticidi, con un contenuto di frutta elevato e un risultato positivo anche all’assaggio.
A spiegare il risultato, almeno in parte, è anche la lista degli ingredienti: sono tre soli. Albicocche biologiche al 60%, succo di mela concentrato biologico e pectina come gelificante. Nessuno zucchero aggiunto, niente conservanti, niente coloranti. Il prodotto è inoltre certificato senza glutine, vegano e Kosher.
Gli ultimi in classifica
Nelle ultime cinque posizioni troviamo nomi tutt’altro che sconosciuti: Le Conserve della Nonna, Conad e Bonne Maman si fermano tutte a 43 punti, mentre Zuegg scende a 41. In tutti e quattro i casi il fattore determinante è la presenza di residui di pesticidi con profilo critico, che ha pesato in modo significativo sul giudizio finale indipendentemente dal prezzo di vendita.
L’ultimo posto spetta a Esselunga Confettura extra di albicocca, unico prodotto del test penalizzato anche per una discrepanza tra etichetta e contenuto reale: il vasetto dichiara 55 g di frutta per 100 g, le analisi ne hanno trovati 41 g. Un valore inferiore sia a quanto dichiarato sia al minimo previsto per la categoria extra, che ha portato il prodotto a chiudere la classifica con il giudizio più basso dell’intero test.
Come si sceglie la confettura giusta?
Il primo suggerimento che emerge dal test è leggere l’etichetta con più attenzione di quanto si faccia di solito. La percentuale di frutta è un indicatore utile: per una confettura extra il minimo di legge è 45 g per 100 g di prodotto, e orientarsi verso referenze che si avvicinano o superano quella soglia è già un criterio di selezione ragionevole. Il caso Esselunga ricorda anche che quanto è scritto sul vasetto non è sempre una garanzia.
Sul fronte dei pesticidi, i prodotti biologici offrono maggiore sicurezza, ma il test mostra che non sono gli unici a risultare puliti: Puertosol Eurospin e Terre d’Italia, entrambi convenzionali, non presentavano residui. Scegliere bio è una strada affidabile, non l’unica percorribile.
Infine, il prezzo. La classifica smentisce l’idea che spendere di più significhi necessariamente portare a casa qualcosa di migliore: tra i prodotti con punteggio basso figurano marchi storici e referenze che superano i 9 euro al chilo. Il riconoscimento Miglior Acquisto assegnato al prodotto Eurospin a 1,54 euro lo dice chiaramente: vale la pena guardare i numeri, non solo il nome sul vasetto.
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