Cibi industriali sotto esame: gli ingredienti nel mirino della scienza
Secondo due recenti studi, non tutti i conservanti sono uguali: ce ne sono alcuni più nocivi, che potrebbero influenzare il diabete di tipo 2 e il cancro.
Che i conservanti non siano un toccasana non è una novità, ma che alcuni di essi siano nocivi al punto di aumentare il rischio di contrarre malattie potenzialmente letali è una scoperta da tenere in considerazione. Secondo due nuovi studi, determinate sostanze utilizzate quotidianamente dall’industria alimentare influiscono sul diabete di tipo 2 e su alcun tipi di cancro.
Conservanti: sono davvero necessari?
I conservanti sono sempre stati utilizzati, fin dalla notte dei tempi, però con il passare dei secoli la loro composizione è cambiata, facendosi via via più moderna, o meglio ‘chimica’. Ed è proprio per questo che, nella maggior parte dei casi, si tratta di sostanze nocive, tutt’altro che salutari. A questo punto, una domanda sorge spontanea: sono davvero necessari?
La risposta, ovviamente positiva, è superflua. Immaginare una vita senza cibi a lunga conservazione non è fattibile, anche perché gli ultra processati causano dipendenza e sono studiati proprio per rendere schiavi i consumatori e i loro palati, però è possibile scegliere con cura gli alimenti che si portano in tavola.
Questo non significa escludere dalla propria dieta le pietanze incriminate, ma concedersele una volta ogni tanto, privilegiando alimenti freschi e di stagione, o comunque contenenti meno conservanti possibili. Fatta questa premessa, scopriamo quali sono gli additivi nocivi da cui bisognerebbe tenersi alla larga.
Conservanti e diabete di tipo 2
Sia l’indagine sull’influenza dei conservanti sul diabete di tipo 2 che quella sul cancro hanno preso in esame i dati di oltre 100.000 francesi arruolati nello studio NutriNet-Santé, per un periodo di tempo che va dal 2009 al 2023. Oltre all’effetto complessivo di queste sostanze sull’organismo umano, i ricercatori hanno analizzato singolarmente l’impatto di 17 additivi.
Per quanto riguarda il diabete di tipo 2, il cui studio è stato pubblicato su Nature Communications, è riscontrato un notevole aumento del rischio di contrarre la malattia. Nello specifico, del 47% per il consumo complessivo di conservanti, del 49% con i conservanti non antiossidanti e del 40% con gli additivi antiossidanti. Delle 17 sostanze analizzate, 12 sono risultate più nocive delle altre.
Mathilde Touvier, coordinatrice della ricerca, ha sottolineato: "Questo è il primo studio al mondo sui legami tra additivi conservanti e incidenza del diabete di tipo 2. Sebbene i risultati debbano essere confermati, sono coerenti con i dati sperimentali che suggeriscono gli effetti nocivi di molti di questi composti".
Le influenze sul cancro
Lo studio sul cancro, pubblicato su BMJ, è arrivato a una conclusione simile a quella dell’indagine sul diabete. Anche se dei 17 conservanti analizzati 11 non sono stati associati all’incidenza della malattia e non è stato trovato alcun legame tra le sostanze in generale e il tumore, i consumatori abituali sono risultati maggiormente esposti al rischio di contrarre la patologia.
Nello specifico, il sorbato di potassio è stato associato a un aumento del 14% del rischio di cancro in generale e del 26% del tumore al seno, mentre i solfiti hanno registrato un +12% di cancro in generale. Invece, il nitrito di sodio ha segnato + 32% del rischio di cancro alla prostata e il nitrato di potassio +13% di cancro in generale e +22% di tumore al seno.
E ancora, gli acetati hanno registrato un aumento del 15% di cancro in generale e del 25% di tumore al seno, mentre l’acido acetico +12% di cancro in generale. Onde evitare allarmismi, è bene sottolineare che questi studi necessitano di ulteriori indagini, ma è comunque doveroso sottolineare e ribadire che i conservanti sono da evitare il più possibile.
Non dimentichiamo, infatti, che precedenti ricerche hanno già evidenziato come alcune sostanze siano in grado di alterare i percorsi immunitari e infiammatori, innescando uno sviluppo potenziale del cancro.