Favoriscono l'abuso e danno dipendenza come le sigarette: sono i cibi ultra-processati
Prodotti ingegnerizzati per creare dipendenza, collegati a obesità, malattie cardiovascolari e mortalità precoce. In Italia il consumo è raddoppiato in 15 anni
Non sono semplicemente alimenti, ma prodotti altamente ingegnerizzati, progettati specificamente per massimizzare il rinforzo biologico e psicologico e favorire il consumo abituale. I cibi ultra-processati, sotto molti aspetti, assomigliano più alle sigarette che al cibo tradizionale.
Il circuito che innescano è infatti quello della dipendenza. In pratica, offrono un’immediata ricompensa al cervello e sono concepiti per essere assimilati velocemente, così che si passi già alla necessità successiva. L’allarme arriva dagli esperti e da una serie di studi pubblicati su riviste scientifiche internazionali, che evidenziano come questi prodotti rappresentino una minaccia crescente per la salute pubblica.
Cosa sono i cibi ultra-processati
Si tratta di alimenti confezionati che hanno subito diversi processi di trasformazione industriale, con aggiunta di numerosi additivi artificiali come coloranti, emulsionanti, edulcoranti e addensanti. Contengono una lunga lista di ingredienti, da cinque in su, e sono poveri di nutrienti utili come vitamine e fibre.
Rientrano in questa categoria non solo prodotti dichiaratamente poco salutari come merendine, patatine, bevande zuccherate e fast food, ma anche alimenti insospettabili, spesso pubblicizzati come sani: yogurt magri alla frutta zuccherati, barrette ai cereali, pane in cassetta integrale confezionato, cereali per la colazione, gallette di riso, fette biscottate e persino alcuni omogeneizzati.
Carlotta Franchi, responsabile del Laboratorio di Farmacoepidemiologia e Nutrizione Umana dell’Istituto Mario Negri, consiglia di imparare a leggere con attenzione le etichette alimentari. La regola base è semplice ed è simile a quella dei prodotti cosmetici, dove si controlla il cosiddetto INCI: meno ingredienti ci sono, più è probabile che il prodotto sia salutare. È importante riempire il carrello prevalentemente con cibi freschi o minimamente processati come frutta, verdura, cereali integrali, legumi, pesce e carne magra, da cucinare a casa.
Gli esperti consigliano inoltre di pianificare i pasti per non ricorrere a soluzioni rapide e poco salutari, nonché di iniziare con piccoli cambiamenti: sostituire uno snack confezionato con frutta o yogurt naturale può fare una grande differenza nel tempo. Per i genitori è fondamentale educare i bambini a uno stile alimentare sano fin dai primi mesi di vita, per non trascinare abitudini scorrette negli anni a venire.
I rischi per la salute e il paragone con le sigarette
Uno studio durato 30 anni, condotto dalla Harvard TH Chan School of Public Health e pubblicato sul British Medical Journal, ha analizzato i registri alimentari di oltre 114mila persone. I risultati hanno rivelato che un consumo eccessivo di alimenti ultra-processati è associato a un aumento del 4% del tasso di mortalità. L’effetto negativo è dovuto in gran parte all’alto contenuto di zuccheri aggiunti, responsabile del 40% del rischio, ma anche ai processi di lavorazione che alterano la struttura dei nutrienti innescando processi di infiammazione nell’organismo.
La conferma arriva anche da una ricerca dell’IRCCS Neuromed di Pozzilli, pubblicata sull’American Journal of Clinical Nutrition. Lo studio ha coinvolto oltre mille persone affette da diabete di tipo 2 seguite per circa 12 anni. È emerso che un’alimentazione ricca di cibi ultra-processati espone i diabetici a un rischio di mortalità per ogni causa del 60% più alto rispetto a chi li consuma in misura minore.
La commercializzazione di questi prodotti utilizza strategie per aumentare l’attrattiva, eludere la regolamentazione e plasmare la percezione del pubblico, esattamente come avveniva con le sigarette. Sono progettati per creare dipendenza, allo stesso modo del tabacco o dell’alcol, come dimostrato da una ricerca pubblicata sul British Medical Journal.