Perché si parla di rischio estinzione per il caffè? Ecco cosa sta succedendo

Un'analisi su 25 paesi produttori mostra che le temperature stanno salendo sempre più spesso oltre la soglia critica. Un dato che potrebbe rendere il prezzo del caffè sempre più "amaro".

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Ogni giorno nel mondo si consumano più di 2 miliardi di tazze di caffè. Non c’è bevanda più trasversale e che metta d’accordo popoli, culture, tavole. Noi lo beviamo almeno dal 1570, anno in cui è stimato il suo approdo a Venezia, circa due secoli dopo le prime testimonianze di uso in Yemen ed Etiopia. Negli Stati Uniti almeno due terzi degli adulti ne bevono quotidianamente, i dati europei non sono molto diversi. Amiamo berlo al mattino, nelle pause, dopo i pasti. Mentre lo beviamo, amiamo discutere e discuterne, perché siamo tutti esperti di caffè fatto bene.

Oggi diventando sempre più difficile da produrre e sempre più costoso da comprare, lo avrete notato. I prezzi hanno raggiunto dei massimi storici nel 2024 e 2025. Il motivo principale non sta nelle fluttuazioni di mercato o nelle politiche commerciali, ma nelle piantagioni stesse: le temperature stanno superando sempre più spesso la soglia oltre la quale le piante di caffè soffrono e producono meno. E il cambiamento climatico sta moltiplicando questi giorni critici.

Tutti i paesi produttori colpiti dal calore eccessivo

Le piante di caffè prosperano in intervalli specifici di temperatura e precipitazioni, condizioni non ottimali possono danneggiare sia la qualità che la quantità dei raccolti. Climate Central ha analizzato le temperature giornaliere nelle principali regioni produttrici di caffè durante gli ultimi 5 anni per capire quanto spesso il cambiamento climatico stia spingendo le temperature oltre la soglia critica, fissata a 30°. Questa temperatura è estremamente dannosa per le piante di arabica e subottimale per quelle di robusta, le due specie che costituiscono la stragrande maggioranza dell’offerta mondiale di caffè.

L’organizzazione ha esaminato 25 paesi che rappresentano circa il 97% della produzione globale. Tutti hanno sperimentato più giorni di calore dannoso durante il periodo 2021-2025 a causa del cambiamento climatico. I cinque maggiori produttori — Brasile, Vietnam, Colombia, Etiopia e Indonesia, che da soli costituiscono il 75% percento dell’offerta globale — ora sperimentano calore dannoso per il caffè per più di 144 giorni all’anno in media. Senza l’influenza del cambiamento climatico, i giorni neri sarebbero quasi la metà.

 

L’arabica soffre più della robusta

Le piante di arabica, che rappresentano la maggior parte dell’offerta globale, sono più sensibili al calore rispetto alle varietà robusta. Questo perché vengono coltivate in altura, dove beneficiano di temperature più fresche. Ora tuttavia, anche queste zone si stanno riscaldando e la pianta mostra segni di sofferenza già tra 25° e 30°, figurarsi con temperature maggiori.

Va male anche sul fronte precipitazioni. Piogge adeguate e consistenti sono cruciali per la crescita della pianta di caffè, ma i periodi di siccità sono sempre più frequenti. Anche parassiti e malattie, come la ruggine del caffè e il trivellatore delle bacche, possono influire sulla quantità e qualità dei raccolti. Entrambi fattori direttamente collegati al clima.

Le terre coltivabili potrebbero dimezzarsi entro il 2050

La maggior parte dei coltivatori di caffè sono piccoli proprietari che coltivano meno di cinque ettari di terra e potrebbero dipendere da questa singola coltura per il loro sostentamento. Eppure, a causa delle condizioni ostili, la terra adatta alla coltivazione del caffè potrebbe dimezzarsi entro il 2050 senza un adeguato adattamento.

L’area futura per la coltivazione del caffè potrebbe migrare a causa del cambiamento climatico. Le attuali regioni produttrici potrebbero diventare troppo calde nel tempo, specialmente per l’arabica. Sebbene questo possa aprire opportunità economiche in nuove aree, prima considerate troppo inadatte, potrebbe anche portare alla deforestazione mentre i coltivatori cercano terreni agricoli ad altitudini più elevate adatte alla coltivazione del caffè.

Le pratiche agricole sostenibili possono aiutare gli agricoltori a bilanciare produttività e resilienza climatica. Piantare una chioma di alberi più alta, che ombreggi le piante di caffè, può proteggerle dal calore dannoso. Le piante coltivate in pieno sole hanno rese più elevate, ma il caffè coltivato all’ombra di alberi autoctoni ha ulteriori benefici ecologici nel fornire habitat per la fauna selvatica e nell’arricchire il suolo. Qualcosa di cui dobbiamo iniziare a preoccuparci se vogliamo conservare i nostri piccoli rituali del risveglio o le nostre coccole dolci, senza spendere una fortuna.

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