Perché al ristorante potremmo non vedere più le bustine di ketchup e maionese?

Dal 2030 stop agli imballaggi usa e getta nel settore della ristorazione. Il nuovo regolamento europeo impone il cambiamento, ma restano eccezioni per delivery e strutture sanitarie

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Sono celebri quelle targate Heinz, che hanno fatto la loro comparsa sul finire degli ’60 e da lì hanno invaso il pianeta. In realtà, i primi prototipi risalgono ad una decina di anni prima, brevettati da Harold Ross e Yale Kaplan. Parliamo quindi di un prodotto che è in commercio da più di mezzo secolo.

Quelle piccole confezioni monouso che sembrano così pratiche e igieniche e in effetti lo sono, rappresentano al contempo uno dei maggiori problemi ambientali del settore della ristorazione. Milioni di bustine vengono utilizzate ogni giorno una sola volta e poi gettate, contribuendo alla crescente crisi dei rifiuti plastici. L’Europa ha deciso di intervenire con il Packaging and Packaging Waste Regulation, parte del piano per raggiungere la neutralità climatica entro il 2050.

Le tempistiche reali del divieto

Contrariamente a quanto diffuso sui social, le bustine monouso non spariranno nel 2026. Il Regolamento europeo inizierà ad applicarsi dal 12 agosto 2026, ma il divieto vero e proprio per le monoporzioni in ristorazione scatterà solo dal 1° gennaio 2030. Sarà da quella data che, salvo inversioni di rotta, ristoranti, bar, hotel e strutture ricettive non potranno più utilizzare imballaggi in plastica monouso per condimenti come ketchup, maionese, olio e simili.

Il regolamento prevede comunque delle eccezioni. Le bustine monodose resteranno permesse per il cibo da asporto e le consegne tramite delivery, dove rappresentano una soluzione igienica per il trasporto. Inoltre, continueranno a essere consentite in ospedali e case di cura, strutture dove il dosaggio individuale e l’igiene sono requisiti medici fondamentali.

La sfida per il settore HORECA

Il passaggio non sarà semplice per ristoratori e albergatori. I contenitori collettivi di condimenti sollevano dubbi igienici e non sempre risultano pratici per ogni tipo di salsa. I dispenser potrebbero non adattarsi bene a tutti i prodotti, mentre il controllo delle porzioni diventa più difficile da gestire.

Per gli hotel il problema riguarda anche gli articoli del servizio in camera come bicchieri e piattini monouso, che dovranno diventare riutilizzabili. Questo comporta costi aggiuntivi per lavaggio, manutenzione e la necessità di gestire eventuali furti da parte degli ospiti.

Le critiche al regolamento sono numerose, soprattutto considerando che le confezioni monouso erano state incentivate durante la pandemia proprio per motivi igienici. Ora l’urgenza ambientale richiede una direzione opposta, anche se il cambiamento comporta sacrifici economici. La gradualità prevista dal regolamento serve proprio a permettere agli operatori di adattarsi senza subire contraccolpi troppo pesanti.

Un calendario graduale di cambiamenti

Il 2026 segna l’inizio dell’applicazione del regolamento, non del divieto delle bustine. Da agosto 2026 entreranno in vigore altri obblighi, come lo stop agli imballaggi a contatto con alimenti contenenti PFAS oltre determinate soglie. Le restrizioni più significative sui formati monouso scatteranno invece dal 2030, insieme a requisiti più stringenti di progettazione e riciclabilità.

Il calendario prevede tappe precise: il 1° gennaio 2030 rappresenta il momento cruciale per l’eliminazione delle monoporzioni in plastica nel settore HORECA. Nel febbraio 2032 la Commissione europea valuterà l’impatto ambientale e sanitario delle misure adottate per verificare il raggiungimento degli obiettivi prefissati.

Le alternative allo studio

Nel frattempo, aziende e strutture ricettive stanno già cercando soluzioni. Dai dispenser ai materiali compostabili ed ecosostenibili, come le confezioni ricavate dalle alghe marine di Notpla. Le opzioni sono diverse, ma richiedono investimenti e cambiamenti organizzativi. Come già successo per i tappi attaccati alle bottiglie o per le stoviglie biodegradabili, il cambiamento richiederà un periodo di adattamento.

Alcuni ristoranti stanno sperimentando contenitori in vetro riutilizzabili. Le catene di fast food stanno valutando sistemi di erogazione centralizzati, mentre gli hotel di lusso guardano a soluzioni più eleganti che mantengano gli standard di servizio senza rinunciare alla sostenibilità.

La transizione verso un futuro con meno plastica è parte di un processo più ampio. L’eliminazione delle bustine monouso è solo uno degli step di un percorso che punta a ripensare completamente il rapporto tra ristorazione, ospitalità e ambiente. Un obiettivo ambizioso che richiede la collaborazione di tutti gli attori della filiera, dai produttori ai consumatori finali.

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