Il bistrot in apertura sulla terrazza di San Pietro è un caso: perché fa discutere tutti?

Il progetto approvato da Papa Francesco divide la Curia. Alcuni prelati: "Impensabile mangiare sopra la tomba dell'Apostolo". Apertura prevista entro Pasqua

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Un punto ristoro sulla terrazza della Basilica di San Pietro, proprio sopra la tomba dell’Apostolo Pietro. Potrebbe sembrare una notizia inverosimile, ma si tratterebbe di un progetto concreto e in cantiere da tempo, messo in pausa solo per l’inizio del Giubileo. È stato tutto confermato da un comunicato ufficiale del Vaticano e il via libera risale addirittura a Papa Francesco.

A frenare l’indignazione basterebbe una semplice riflessione: dimensione sacrale a parte, parliamo comunque di uno dei luoghi più visitati al mondo, in cui sarebbe anacronistico continuare a tenere separato il sacro dal turistico. Eppure il progetto sta facendo discutere in Curia, dividendo prelati tra innovatori e tradizionalisti, secondo il Messaggero. Un dibattito infiammatosi, nonostante già da qualche anno in quel punto sia attivo un chiosco per rinfrancare i visitatori.

Le due visioni contrapposte

Da una parte ci sono cardinali e vescovi favorevoli a una basilica più moderna e accessibile, una sorta di San Pietro 2.0 aperta al turismo di massa senza pregiudizi. Dall’altra la componente più tradizionale della Curia che punta al massimo rispetto per questo luogo di culto edificato sulla tomba dell’apostolo prediletto da Cristo.

L’idea di avere comitive intente a fare aperitivo in quella cornice, come in un rooftop bar qualsiasi, non convince tutti. Un prelato che ha chiesto l’anonimato ha commentato che sarebbe impensabile una cosa simile sul tetto di una sinagoga, al Muro del Pianto, sopra la Kaaba della Mecca o sulla terrazza di Westminster.

Non chiamatelo bistrot

Per essere chiari, l’Ufficio Comunicazioni della Basilica ha precisato che non si tratta di un nuovo bistrot, ma dell’allargamento del punto ristoro già esistente. L’ampliamento serve a far fronte ai flussi crescenti di visitatori: durante il Giubileo sono arrivati anche 50mila visitatori al giorno, ma non si scende mai sotto i 10mila. Aumentare la superficie della terrazza accessibile ai pellegrini permetterebbe di alleggerire la concentrazione in basilica e favorire maggior raccoglimento.

Nella parte sinistra della terrazza, vicino all’ascensore, esiste già da qualche anno un bar spesso preso d’assalto dai turisti che vende caffè, gelati e bibite. L’ampliamento riguarderà i locali speculari sulla destra, un tempo usati dai Sampietrini come depositi per materiali delle grandi celebrazioni.

Non verrà realizzata una cucina tradizionale, ma solo un angolo attrezzato con microonde e altri elettrodomestici per riscaldare pietanze già pronte o precotte. Una specie di tavola calda papale, come è stata definita. Lo stile sarà sobrio e consono al contesto, rispettoso della sacralità del luogo. Dalla velocità dei lavori è possibile che il punto ristoro sia operativo già per Pasqua. Sicuramente sarà pronto per le celebrazioni del quattrocentesimo anniversario dell’inaugurazione della Basilica di San Pietro con l’assetto attuale.

Vaticano gourmet: l’altro progetto in arrivo

In cantiere c’è un altro progetto, forse meno controverso, ma anche più audace. Si parla infatti di un secondo ristorante papale, questa volta affidato a uno chef famoso di Chicago. L’annuncio era stato fatto cinque mesi fa quando Papa Leone XIV aveva inaugurato il Borgo Laudato Sì nella residenza estiva dei pontefici a Castel Gandolfo.

Si tratterebbe di un ristorante fusion che mescola cucina italiana, filosofia del chilometro zero e contaminazioni internazionali. Alla guida del progetto ci sono Art Smith, ex cuoco personale di Oprah Winfrey e volto dei cooking show americani, nonché il ristoratore Phil Stefani, fondatore dello Stefani Restaurant Group di Chicago.

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