I biscotti della fortuna non sono cinesi: la storia vera che pochi conoscono

I biscotti della fortuna non sono cinesi: di mezzo c'è una guerra e un terribile odio razziale nei riguardi degli inventori della ricetta.

Pubblicato:

123rf
Biscotto della fortuna aperto con il tradizionale messaggio su foglietto di carta

Da quando abbiamo memoria, siamo portati ad associare i biscotti della fortuna alla Cina e ai suoi innumerevoli ristoranti sparsi in ogni angolo del globo. Eppure, se capitate a Pechino o a Shanghai e chiedete i fortune cookies è assai probabile che in cambio riceverete solo uno sguardo interrogativo. Il motivo è presto detto: questi biscottini non sono cinesi.

Chi ha inventato i biscotti cinesi?

È impossibile uscire dal ristorante cinese senza aver aperto un biscotto della fortuna. Non è il gusto a invogliare, d’altronde parliamo di semplici cookies vanigliati, ma il messaggio che recano all’interno. Un proverbio, un’aforisma o anche dei numeri da giocare al Lotto: è un peccato rifiutare, magari di mezzo c’è pure un pizzico di scaramanzia.

Superstizione a parte, se vi dicessimo che i biscotti della fortuna non sono cinesi? Lo sappiamo, probabilmente vi crollerà un mito, ma la realtà è questa: in Cina, i fortune cookies sono semi sconosciuti. Non li hanno inventati loro e non sono una tradizione gastronomica del Paese, ma sono americani e hanno un’origine giapponese.

123rf
Autentici biscotti della fortuna cinesi

Una storia ingarbugliata

Preparati con pochi e semplici ingredienti, farina, zucchero, vanillina e olio, i biscotti della fortuna sono celebri in tutto il mondo, ma la loro vera storia è venuta a galla in tempi relativamente recenti. Il merito è di Yasuko Nakamachi, una ricercatrice giapponese attualmente docente di Folkloristica e Storia Culturale all’Università di Kanagawa che, nel 2008, si è laureata con una tesi dedicata proprio ai fortune cookies.

La donna, che ha impiegato sei anni per ricostruire le origini di questi dolcetti, ha visto per la prima volta un biscotto della fortuna negli anni ’80, in un ristorante cinese di New York. Ne è rimasta colpita, ma non si è posta molte domande. Poi, sul finire degli anni Novanta, si è nuovamente imbattuta nei cookies, questa volta fuori Kyoto, nei pressi di uno dei più famosi santuari shintoisti del Giappone.

A sfornarli era il panificio di famiglia Sohonke Hogyokudo, chiamandoli tsujiura senbei. Erano leggermente diversi dai biscottini newyorkesi, di dimensioni più grandi e di un colorito più scuro. Ha scoperto così che la loro ricetta, invece che vaniglia e olio, conteneva sesamo e miso.

L’intuizione dei cinesi

Incuriosita dalla somiglianza tra i fortune cookies e i tsujiura senbei, Yasuko Nakamachi ha iniziato a fare delle ricerche e, nella Biblioteca della Dieta Nazionale del Giappone, ha scovato un piccolo tesoro: il libro illustrato Moshiogusa Kinsei Kidan, datato 1878, in cui un apprendista panettiere prepara i "cracker della fortuna".

Così, la ricercatrice ha scoperto che i biscotti della fortuna hanno origini giapponesi, ma sono diventati famosi grazie a un’intuizione (anche se sarebbe il caso di parlare di furto) dei cinesi durante la Seconda Guerra Mondiale. All’epoca, i cittadini del Sol Levante emigrati in America avevano portato con sé la ricetta dei tsujiura senbei e li vendevano nei loro panifici e ristoranti.

Poi, con l’esplosione del conflitto, i giapponesi sono rimasti vittima di un terribile odio razziale e sono stati internati. Al contrario, i cinesi erano ben accolti perché visti come alleati. Così, le attività che un tempo erano degli abitanti del Sol Levante si sono trasformate in ristoranti di cucina cino-americana. I fortune cookies, ovviamente, facevano parte del pacchetto. I cinesi, intuendo il loro potenziale, hanno iniziato a servirli alla fine del pasto ed è esplosa una vera e propria mania.

Basti pensare che sul finire degli anni Cinquanta, in America, si producevano ogni anno 250 milioni di biscottini della fortuna, venduti quasi esclusivamente nei ristornati cinesi della West Coast. È proprio in questo periodo che i cookies sono diventati famosi come prodotto tipico della Cina e la tradizione dei tsujiura senbei è finita nel dimenticatoio.

Attualmente, vale la pena sottolinearlo, si producono più di 3 miliardi di biscotti della fortuna all’anno e il business continua a non riguardare la Cina.

© Italiaonline S.p.A. 2026Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963