La pizza migliore del mondo parla ancora italiano: chi ha vinto i The Best Pizza Awards
A Milano, l'evento che premia i migliori pizzaioli del pianeta ha incoronato per il secondo anno di fila il pizzaiolo Francesco Martucci. E con un podio tutto italiano la serata è stata una conferma del primato del nostro Paese.
C’è una pizza che, per il secondo anno consecutivo, è stata giudicata la migliore al mondo ed è italiana. Lo scorso 24 giugno, a Milano, i Best Pizza Awards hanno eletto Francesco Martucci, dei Masanielli di Caserta, come The Best Pizza Chef 2026. Una riconferma che pesa, perché vincere due volte di fila in un panorama sempre più competitivo è tutt’altro che scontato.
Lo stesso Martucci ha accolto il premio con sobrietà, ricordando che un riconoscimento celebra un momento, ma ciò che conta davvero è quello che si fa il giorno dopo, che la pizza non è mai opera di una sola persona, bensì di intere generazioni.
Un podio tutto tricolore
A rendere la serata ancora più significativa per l’Italia è stato il resto del podio. Al secondo posto si è classificato Roberto Davanzo, di Bob Alchimia a Spicchi a Montepaone, in Calabria, mentre il terzo gradino è andato a Francesco Capece di Confine, che porta la bandiera della scena milanese.
Tre nomi italiani ai vertici di una classifica globale, a conferma di quanto il nostro Paese resti il cuore pulsante della cultura della pizza, nonostante varie realtà provino sempre più ad insidiarne il primato. L’evento, giunto alla quarta edizione e ospitato negli Studio Novanta, ha riunito centinaia di pizzaioli e oltre duecento giornalisti da tutto il mondo, attorno al tema "Legacy & Future", l’eredità e il futuro. Dal quarto al decimo posto la classifica si fa più internazionale, ma l’Italia resta in grande evidenza:
- 4° Daniele Cason – The Pizza Bar on 38th, Tokyo (Giappone)
- 5° Gabriele Bonci – Pizzarium, Roma
- 6° Jorge Sastre e Rafa Panatieri – Sartoria Panatieri, Barcellona (Spagna)
- 7° Anthony Mangieri – Una Pizza Napoletana, New York (USA)
- 8° Jacopo Mercuro – 180 grammi Pizzeria Romana, Roma
- 9° Amalia Costantini – Mater, Fiano Romano
- 10° Dan Richer – Razza, Jersey City (USA)
I premi speciali, tra leggende e nuove voci
Oltre al podio, gli undici premi speciali hanno fotografato la varietà di un mondo in piena espansione. Il titolo più simbolico, quello di Best Pizza Legend, è andato a Franco Pepe di Pepe in Grani a Caiazzo, da molti considerato il più grande di tutti. Tra gli altri riconoscimenti spiccano diversi italiani:
- Best Fried Pizza: la famiglia Piccirillo de La Masardona, tempio della pizza fritta a Napoli.
- Best Pastry Pizza: Francesco Pompetti, Impastatori Pompetti, a Roseto degli Abruzzi.
- Best Pizza FoodArt: Amalia Costantini di Mater, a Fiano Romano.
- Best Pizza Icon: Anthony Mangieri, di Una Pizza Napoletana a New York, simbolo della napoletana nel mondo.
- Best Pizza Identity: il giapponese Yuki Motokura, di Pizza Marumo a Tokyo.
Un primato che resta italiano
Se la pizza è ormai un fenomeno planetario, capace di mettere in classifica 150 pizzaioli da 39 Paesi e cinque continenti, questa edizione ha ribadito una verità semplice, ancor più dell’edizione 2025. L’eccellenza assoluta, quella che sale sul gradino più alto, continua a parlare la nostra lingua. Da Caserta a Napoli, da Caiazzo a Milano, sono i pizzaioli italiani a dettare ancora il passo, custodi di una tradizione che il mondo intero prova a inseguire. E per una volta, in una classifica internazionale, il bis non è una sorpresa ma quasi una conferma attesa.
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