Gli spaghetti potrebbero essere nati in Sicilia: la storia dimenticata di un paese vicino Palermo
Un concorrente di X Factor rivendica l'invenzione siciliana degli spaghetti. Che cosa scrive il geografo al-Idrisi, che cos'era l'itriyya e perché la storia di Trabia precede di oltre un secolo Marco Polo.
- Nel 1154 il geografo al-Idrisi descrisse a Trabia la produzione su larga scala di itriyya, pasta in fili commerciata via mare.
- L’itriyya è considerata antenata delle paste lunghe, ma non coincide con gli spaghetti moderni né dimostra che siano stati inventati in Sicilia.
- La testimonianza precede il ritorno di Marco Polo dall’Asia e rende Trabia un importante centro medievale della produzione e del commercio della pasta.
Un talent show non è la sede abituale per discutere di storia della pasta, ma è successo lo stesso. Nella prima serata live di X Factor Manuel Gargano, concorrente della squadra di Paola Iezzi, ha rivendicato che gli spaghetti siano stati inventati a Trabia, in provincia di Palermo. Prove non ce ne sono. Eppure il paese ha una storia documentata: già nel 1154 produceva pasta in quantità tali da spedirla per mare.
- Che cosa scrive al-Idrisi nel 1154
- Itriyya e spaghetti: parenti, non gemelli
- Le date e Marco Polo
- Una storia che Trabia non ha dimenticato
Che cosa scrive al-Idrisi nel 1154
Il documento è il Libro di Ruggero, che il geografo arabo Muhammad al-Idrisi completa per il re normanno Ruggero II di Sicilia. Tra le località descritte compare appunto Trabia e il quadro è questo:
- Luogo: a una trentina di chilometri da Palermo, ricco d’acqua e di mulini
- Prodotto: l’itriyya, una sottile pasta dall’aspetto filiforme
- Scala: fabbricata in grandi quantità, e non per il consumo domestico
- Mercato: spedita via mare in Calabria e in altri territori musulmani e cristiani
Una rete di distribuzione che superava i confini dell’isola, dunque, già nel Medioevo. Detto questo, di che pasta si trattava?
Itriyya e spaghetti: parenti, non gemelli
L’itriyya non è lo spaghetto di oggi. Era una pasta in fili legata alla cultura alimentare del mondo islamico e viene considerata uno degli antenati delle moderne paste lunghe. Il contesto è la Sicilia medievale, dove la dominazione araba aveva lasciato un’eredità nelle tecniche agricole, nell’uso dei cereali e nelle abitudini a tavola.
Per questo la pasta, nel senso generico di impasto di cereali e acqua, non è nata a Trabia, almeno per quanto si può dimostrare. Preparazioni simili esistevano in altre culture molto prima del XII secolo, con l’antica Roma che conosceva le lagane, che comunque non sono spaghetti. Il primato di Trabia è un altro: il passo di al-Idrisi è tra i più antichi riferimenti scritti alla produzione di pasta essiccata destinata al commercio in territorio italiano.
Le date e Marco Polo
La cronologia chiarisce perché la vicenda interessi gli storici della cucina, al di là dello scopo accademico. Perché la presenza di una tradizione pastaia in Sicilia in quel periodo storico aiuta a "disinnescare" una popolare fake news, confezionata addirittura in seno alla pubblicità statunitense e ad Hollywood, che attribuirebbe al rientro di Marco Polo dalla Cina l’arrivo degli spaghetti in occidente.
- 1154: al-Idrisi descrive la produzione di Trabia
- 1295: Marco Polo torna dall’Asia, 141 anni dopo, e la tradizione gli attribuisce gli spaghetti
- 1982: Piero Zizzo richiama l’attenzione sul passo di al-Idrisi, secondo la Pro Loco di Trabia
Il documento siciliano precede dunque di oltre un secolo il ritorno di Polo. La pasta era già prodotta e venduta nell’isola molto prima.
Una storia che Trabia non ha dimenticato
La Pro Loco ricorda gli studi di Zizzo e da allora il paese lega una parte della propria identità gastronomica all’antica produzione di itriyya. È una rivendicazione di orgoglio più che di brevetto.
L’inventore del primo spaghetto resta senza nome. Il documento di al-Idrisi dice altro, forse di più: un paese della costa palermitana produceva pasta in grandi quantità e la vendeva oltre il mare. Per un centro di poche migliaia di abitanti il primato è questo e non richiede di aver inventato niente.
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