Ristoranti, occhio al menu: così la nuova legge antifrode cambia le regole

Con la nuova legge antifrode, ristoranti e bar non hanno più scuse: quanti non rispettano le regole non rischiano solo multe salate, ma anche l'arresto.

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Ragazzo mangia al ristorante con gli amici
  • La legge antifrode introduce obblighi di trasparenza per ristoranti, bar e operatori beverage, punendo le descrizioni ingannevoli di cibi e bevande.
  • Sono aumentate le sanzioni sulla tracciabilità con multe pesanti e possibili percentuali sul fatturato, mentre violazioni di DOP/IGP prevedono pene fino a 18 mesi.
  • Per mettersi in regola le attività devono documentare fatture, schede prodotto e bolle di trasporto, con 15 giorni per correggere errori formali.

Con la nuova legge antifrode, i ristoranti dovranno necessariamente essere più trasparenti nei confronti dei consumatori. In ballo non ci sono soltanto multe salate, ma anche il carcere. La normativa non interessa solo gli indirizzi che si occupano di food, ma anche quelli del beverage, quindi bar e affini.

Cosa prevede la legge antifrode nei ristoranti?

La Legge 21 aprile 2026 n. 75 interviene sulla trasparenza che tutte le attività che si occupano di somministrazione alimenti e bevande dovrebbero garantire ai consumatori. La nuova normativa ha un duplice scopo: da un lato garantire la sicurezza alimentare, dall’altro tutelare i prodotti italiani che godono di particolari riconoscimenti. Chi non rispetta le regole rischia sanzioni salate e, nei casi più gravi, il carcere, quindi significa che il provvedimento è sia amministrativo che penale.

Per quanto riguarda la legge antifrode nei ristoranti, l’articolo 517-sexies del Codice penale colpisce coloro che descrivono alimenti, acque o bevande in un modo e poi nella realtà sono diversi da quanto detto. Il tutto, ovviamente, per ingannare l’acquirente e trarne profitto. Pensiamo, ad esempio, a coloro che servono prosciutto crudo estero spacciandolo come "di Parma", oppure a quanti portano in tavola un vino "sfuso" mascherandolo come "Superiore".

Insomma, ciò che si scrive sul menu o si dice a voce in merito a cibo e bevande deve corrispondere alla realtà e, soprattutto, essere documentabile. Questo significa che se un cliente chiede informazioni su un prodotto, le stesse devono essere vere. In caso di dubbi, i clienti possono chiedere la relativa documentazione e, se non fornita, si possono avvertire le forze dell’ordine. Chi non rispetta le regole, salvo casi di lieve entità, rischia una multa tra 1.000 e 4.000 euro e la reclusione da due mesi a un anno.

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Ristorante con donna che mangia la tartarre

La tutela di DOP e IGP

L’articolo 517-septies del Codice penale punisce anche quanti utilizzano in modo inappropriato indicazioni, simboli o segni distintivi. In questa categoria rientrano tutti i prodotti DOP e IGP che, se dichiarati tali, devono giustamente esserlo. Una frode di questo tipo è ancora più grave: le sanzioni possono arrivare a 20mila euro e la reclusione fino a 18 mesi.

Affinché DOP e IGP siano davvero protetti, la normativa ha introdotto un contrassegno volontario realizzato dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato per identificare facilmente i prodotti certificati.

Attenzione alla tracciabilità

Inasprimento delle regole anche per quel che riguarda la tracciabilità degli alimenti. Le multe previste dal Regolamento europeo 178/2002 sono state aumentate e adesso partono da un minimo di 6.000 euro fino a 48.000 euro. Non solo, nei casi più gravi la sanzione può raggiungere il 3% del fatturato annuo dell’azienda, per un massimo di 150.000 euro.

Se l’esercente commette soltanto errori formali o documentali che non compromettono la sicurezza degli alimenti venduti, la legge è meno severa. In questi casi, si hanno 15 giorni di tempo per regolarizzare la propria posizione. Trascorso questo tempo, arriva la multa.

Per evitare di commettere errori con le nuove normative della legge antifrode, ristoranti, bar e tutte le altre attività del food e beverage sono chiamati a riorganizzare tutta la documentazione in loro possesso: dalle fatture alle schede prodotto, passando per le bolle di trasporto.

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Domande frequenti

In cosa consiste la nuova legge antifrode per ristoranti e bar?

Obbliga trasparenza su ingredienti, origine e qualità di cibi e bevande; false descrizioni sono sanzionate anche penalmente.

Quali sono le conseguenze per chi dichiara prodotti DOP/IGP in modo scorretto?

Le violazioni possono portare fino a 20.000 euro di multa e reclusione fino a 18 mesi, con responsabilità aggravata.

Che sanzioni prevedono le norme sulla tracciabilità degli alimenti?

Multe da 6.000 fino a 48.000 euro, e nei casi gravi fino al 3% del fatturato annuo fino a 150.000 euro.

Cosa rischio se sul menu indico un prosciutto estero come 'di Parma'?

Si configura inganno: sanzioni amministrative e, nei casi gravi, responsabilità penale con reclusione fino a un anno.

Come possono le attività mettersi in regola velocemente?

Riorganizzare e documentare fatture, schede prodotto e bolle di trasporto; per errori formali c'è un termine di 15 giorni.

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