Il ristorante vegano non scalda l'omogeneizzato per il neonato: etica, principio o scandalo?

La titolare de "Il Pangolino" spiega: "Questione igienica prima che etica". Dopo gli insulti e le recensioni negative, arriva la solidarietà dei clienti con un pranzo benefico

Pubblicato:

Un rifiuto che ha scatenato una discussione accesa e un’ondata di polemiche online. È quanto accaduto a Casale Monferrato il 31 dicembre scorso, quando Alice Giacobone, proprietaria del ristorante vegano Il Pangolino, ha detto no a una coppia che le chiedeva di riscaldare un omogeneizzato di tacchino per il figlio di sei mesi.

Quella che però potrebbe sembrare solo un’irragionevole presa di posizione ideologica, in realtà ha delle spiegazioni precise legate alle normative igieniche in materia di ristorazione. Un particolare che la proprietaria si è affrettata a spiegare.

Le ragioni del rifiuto

La ristoratrice ha spiegato che alla base della sua decisione c’è innanzitutto una questione igienica. Le normative Haccp impediscono di riscaldare alimenti esterni, non preparati nel locale, per evitare contaminazioni crociate potenzialmente letali per soggetti allergici e la cui responsabilità ultima resta del ristoratore.

Giacobone non conosceva per altro provenienza, data di acquisto né modalità di conservazione di quel prodotto e, in caso di problemi al bambino, sarebbe stata lei a doverne rispondere. L’aspetto etico, pur presente, viene messo dalla titolare in secondo piano rispetto alle necessità di un bambino. Certo, preferisce non portare carne nella sua cucina, ma di fronte alle esigenze di un neonato questo sarebbe potuto passare in secondo piano.

La lite in sala

La situazione è degenerata rapidamente. La coppia, arrivata da Milano con un gruppo di dieci persone all’ora di pranzo, ha reagito male al diniego. Secondo il racconto della ristoratrice, è stata insultata e definita psicopatica e talebana, tanto da chiedere al gruppo di lasciare il locale. La soluzione al problema esisteva, in effetti: fornire acqua calda per permettere ai genitori di scaldare l’omogeneizzato in autonomia. Giacobone ha ammesso che l’avrebbe fatto volentieri, ma dopo quegli insulti desiderava soltanto che se ne andassero.

La scena ha coinvolto anche altri clienti. Due coppie hanno lasciato il ristorante esprimendo solidarietà ai genitori del bambino. La titolare comprende che abbiano assistito solo alla parte finale della discussione e possano aver frainteso la situazione, ma si interroga sul problema a monte. In altre parole, la mancanza di organizzazione della famiglia nel partire da Milano senza assicurarsi un modo adeguato per nutrire il proprio figlio.

Recensioni negative e sostegno dal web

Nei giorni successivi è comparsa su TripAdvisor una recensione negativa che criticava duramente il comportamento della titolare. La risposta del web, però, non si è fatta attendere: numerosi utenti e clienti abituali hanno espresso sostegno a Giacobone. Un gruppo di persone ha organizzato per il 1° febbraio un pranzo speciale al Pangolino in segno di solidarietà. La ristoratrice ha accettato, ma ha deciso che dieci euro per ogni partecipante andranno a un rifugio per animali, trasformando la vicenda in un’occasione per sostenere la causa animalista.

Nel frattempo, Giacobone si è dotata di una scorta di omogeneizzati vegetali per evitare che situazioni simili possano ripetersi in futuro. Una vicenda che ha sollevato interrogativi sulla gestione delle necessità dei più piccoli nei locali con scelte alimentari specifiche, ma anche sulla responsabilità dei genitori nell’organizzare i pasti dei figli quando si è fuori casa.

© Italiaonline S.p.A. 2026Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963