Cozze contaminate ed epatite A: i numeri che preoccupano l’Italia

Dal focolaio campano all'inchiesta della Procura di Napoli, passando per i casi nel Lazio e in Toscana: tutto quello che c'è da sapere per sedersi a tavola con consapevolezza

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  • L'aumento dei casi di epatite A in Italia è legato soprattutto a trasmissioni alimentari e interpersonali, con forte impatto nel Lazio.
  • Le indagini puntano su partite di cozze contaminate, sequestri dei NAS e ipotesi di miscele tra prodotto estero e italiano.
  • La prevenzione resta cottura completa dei molluschi, igiene delle mani e vaccino raccomandato per contatti e viaggiatori a rischio.

Sarebbe prevalentemente a trasmissione alimentare (e poi interpersonale) l’aumento dei casi di epatite A registrato in Italia, con il Lazio in cima alla lista. I dati diffusi per la Giornata mondiale delle Epatiti del 28 luglio raccontano di una circolazione del virus moltiplicata nel giro di pochi anni.

Alle spalle c’è il focolaio partito dalla Campania in primavera, l’inchiesta della Procura di Napoli e i sequestri dei NAS sui frutti di mare. Il filo che tiene insieme i due capitoli passa per le cozze contaminate e, ovviamente, per le regole di sicurezza a tavola.

I numeri aggiornati: la crescita in Italia e il peso del Lazio

In Italia le notifiche di epatite A sono passate da 126 nel 2021 a 631 nel 2025, secondo il sistema di sorveglianza Seieva coordinato dall’Istituto superiore di sanità. Il Lazio ha assorbito buona parte dell’incremento più recente: il Seresmi dell’Inmi Spallanzani ha contato 120 casi nei primi mesi del 2026, a fronte dei 150 registrati nell’intero 2025.

L’istituto collega, come dicevamo all’inizio l’aumento soprattutto a episodi di trasmissione alimentare e interpersonale, con attenzione particolare ai focolai nati dal consumo di alimenti contaminati. Il picco laziale si è concentrato tra metà febbraio e i primi di marzo, in coincidenza con l’arrivo della partita di molluschi finita sotto indagine.

L’ipotesi investigativa: cozze italiane mischiate con prodotto estero

L’indagine è aperta. La Procura di Napoli ha avviato un fascicolo contro ignoti per commercio e detenzione di alimenti pericolosi per la salute. I carabinieri del NAS hanno effettuato controlli a tappeto: nelle settimane del focolaio sono stati sequestrati circa 50 chili di prodotti e prelevati campioni per l’analisi. L’ipotesi principale è che partite di cozze contaminate, importate dall’estero, siano state mescolate con prodotto italiano e immesse sul mercato. Sotto la lente anche eventuali scarichi fognari nel litorale a nord della costa campana.

L’arrivo del virus nel Lazio sarebbe avvenuto intorno al 20 febbraio con una partita di cozze provenienti da Bacoli, poi individuata e ritirata dal mercato. Le abbondanti piogge di quel periodo avrebbero favorito rimescolamenti in mare, accelerando la contaminazione.

Attenzione a tavola: le regole da seguire

Con l’estate e il consumo di pesce che cresce tra tavolate all’aperto e vacanze al mare, i medici di medicina generale hanno attivato una rete interna e una campagna informativa. Il messaggio è chiaro: nessun allarme, ma la massima attenzione a tavola. Pier Luigi Bartoletti, segretario della Fimmg Roma, invita a tenere sotto controllo i sintomi (febbre alta, nausea, vomito, perdita di appetito) e a prestare attenzione ai molluschi crudi.

L’epatite A è autolimitante, significa che tende a guarire da sola nella stragrande maggioranza di casi. Il virus HAV sopravvive nelle cozze e nelle vongole allevate in acque contaminate da scarichi fognari e viene eliminato solo con una cottura completa. Il lavaggio delle mani, della frutta e della verdura rimane la misura preventiva più efficace insieme alla cottura. Non serve quindi rinunciare ad avere questi alimenti nel menù, basta prestare attenzione alla manipolazione e mettere al bando il crudo.

Il vaccino c’è, e funziona

Contro l’epatite A esiste un vaccino che garantisce protezione già dopo due o tre settimane. È raccomandato per i contatti di casi accertati, purché somministrato entro 15 giorni dall’insorgenza dei sintomi, nonché per chiunque viaggi verso Paesi dove il virus è endemico. Chi ha una malattia epatica cronica è particolarmente a rischio e dovrebbe valutarne la somministrazione con il proprio medico.

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Domande frequenti

Come si trasmette l'epatite A?

Principalmente per via alimentare e interpersonale: ingestione di molluschi contaminati o contatto stretto con persone infette.

Quali cibi devo evitare per prevenire l'infezione?

Evita molluschi crudi o poco cotti e prodotti di dubbia provenienza; cuocere completamente elimina il virus.

Quali sono i sintomi a cui prestare attenzione?

Febbre alta, nausea, vomito e perdita di appetito sono segnali da monitorare e segnalare al medico.

Il vaccino contro l'epatite A è efficace?

Sì: offre protezione già dopo 2-3 settimane ed è raccomandato per contatti stretti e viaggiatori verso aree endemiche.

Cosa è stato scoperto nell'inchiesta sulla Campania?

Gli investigatori ipotizzano partite di cozze contaminate miscelate a prodotto italiano; i NAS hanno sequestrato campioni per analisi.

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