I migliori tonni artigianali in scatola del 2026: chi ha conquistato il primo posto

Una degustazione alla cieca tra le migliori conserve del Mediterraneo premia i filetti baschi di Olasagasti. Ma la classifica riserva sorprese, tra tonno rosso di corsa, alalunga e maturazioni che sfidano il tempo.

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Diciamo tonno in scatola come se fosse una cosa sola. Eppure vi siete domandati, fatta salva qualsiasi considerazione economica, cosa vi fa propendere per un marchio piuttosto che per altro? In realtà, in quella categoria ricadono specie diverse (i tipi di tonno abitualmente in commercio sono almeno 8), lavorazioni lontane anni luce l’una dall’altra, oli di qualità opposta e tecniche di conservazione che cambiano tutto.

Lo ha messo nero su bianco una degustazione alla cieca, condotta da un panel di esperti del Gambero Rosso su alcune delle migliori conserve artigianali del Mediterraneo: dal primo all’ultimo posto, le differenze sono nette. Il prodotto che ha conquistato la vetta arriva dai Paesi Baschi.

Il podio della classifica

Al primo posto si è piazzato Olasagasti (distribuzione Mapricom), con i suoi Lomos de atún claro, filetti di pinna gialla a 16 euro per 315 grammi. I maestri conservieri baschi consegnano un prodotto dal cuore lievemente rosato, tenero e scioglievole, in cui l’olio ha lavorato il giusto tempo regalando morbidezza. Note delicate di stagionatura e un equilibrio perfetto tra dolce e sapido lo rendono, secondo gli assaggiatori, un boccone compiuto e appagante.

Al secondo posto i F.lli Pinna con il Trancio di tonno rosso di corsa, 18 euro per 160 grammi. L’azienda sarda pesca con ami e palangari e usa un extravergine denocciolato di Bosana che si integra benissimo nel quadro aromatico. Le note iodate accompagnano la degustazione con incisività, tra dolcezze ferrose e cenni vegetali.

Sul terzo gradino le Carloforte Tonnare – P.I.A.M. con il Tonno di corsa sott’olio, 29 euro per 350 grammi. Una lavorazione di grande carattere, dalle gradazioni brune da maturazione, con note evolute che ricordano i salumi di mare e una struttura carnosa e scioglievole.

La classifica completa

Ecco i dodici prodotti in graduatoria, dal primo all’ultimo posto:

  • Olasagasti (Mapricom) — Lomos de atún claro, pinna gialla
  • F.lli Pinna — Trancio di tonno rosso di corsa
  • Carloforte Tonnare – P.I.A.M. — Tonno di corsa sott’olio
  • Sardanelli — Tonno rosso del Mediterraneo
  • Coalma – Macaluso — Filetti di tonno all’olio di oliva
  • Le Trazzere del Gusto — Alalunga
  • Tenuta Severini — Filetti di tonno rosso
  • Tonno Colimena — Tonno pinna gialla
  • Aura — Tonno rosso
  • Testa Conserve — Filetti di tonno rosso
  • Armatore — 4 Rotte Tonnetto del Mediterraneo
  • Althunnus Tonnare Sulcitane — Tarantello di tonno rosso

Non tutti i tonni sono la stessa cosa

Una delle ragioni per cui i prodotti si differenziano così tanto è appunto la specie. Il più pregiato è il tonno rosso (Thunnus thynnus), il gigante dei mari che può superare i quattro metri e i 600 chili, dalle carni rosse, grasse e compatte, ideale anche da consumare crudo. Il pinna gialla (Thunnus albacares), più piccolo e diffuso nelle acque tropicali, ha polpa più chiara e meno grassa, ed è molto usato nelle conserve di fascia medio-alta.

L’alalunga (Thunnus alalunga) si distingue per la carne chiara e morbida. Il più comune sugli scaffali, però, è il tonnetto striato (Katsuwonus pelamis), lo Skipjack, di dimensioni contenute e crescita rapida, la specie più impiegata nelle produzioni industriali.

Come riconoscere un buon tonno in scatola

Anche senza partecipare a una degustazione professionale, qualche segnale aiuta la spesa di tutti i giorni. Qualche indicazione riguardante il tonno in scatola da supermercato ve l’avevamo data qui. Per quanto riguarda il prodotto artigianale, bisogna tenere presente che all’apertura un tonno di qualità si presenta con tranci compatti e dal colore uniforme, senza sfaldarsi troppo.

Le fibre devono essere definite, non polverizzate. Al naso, il profumo deve essere delicato e coerente, mai pungente o metallico. Al palato, la carne deve risultare soda e non secca, con un gusto iodato e persistente, privo di derive amare (un’amarezza marcata può indicare ossidazione).

Un’avvertenza pratica riguarda anche le confezioni: il vetro trasparente, per quanto bello da vedere e alternativa molto più sicura alle scatolette, espone il prodotto alla luce e può comprometterne la qualità nel tempo. E un’attenzione che vale per tutta la filiera, in quanto qualsiasi interruzione della catena del freddo, dalla pesca al confezionamento, può alterare consistenza, colore e sapore, oltre a favorire la formazione di istamina, responsabile di intossicazioni.

In fondo, la lezione di questa classifica è semplice. Il tonno in scatola può essere un alimento di emergenza buttato nell’insalata, oppure un piccolo prodotto gastronomico da assaporare con la stessa attenzione di un salume o di un olio. Dipende da cosa mettiamo nel carrello, e da quanto impariamo a leggere quello che c’è dietro l’etichetta.

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Domande frequenti

Quali tonni sono più pregiati?

Il tonno rosso (Thunnus thynnus) è il più pregiato per carni rosse e grasse. Pinna gialla e alalunga sono apprezzati per caratteristiche diverse.

Qual è il primo in classifica tra le conserve artigianali?

Olasagasti (Mapricom) con i Lomos de atún claro, apprezzato per carne tenera e equilibrio tra dolce e sapido.

Come riconoscere un buon tonno in scatola all'apertura?

Tranci compatti e colore uniforme, fibre definite, profumo delicato e carne al palato soda senza amarezza o odori metallici.

Perché le conserve differiscono tanto tra loro?

Per specie di tonno, tecniche di lavorazione, qualità degli oli e metodi di conservazione che incidono su gusto e consistenza.

Il vetro è una buona confezione per il tonno?

Il vetro è esteticamente valido e l'alternativa più sicura (per assenza di bisfenolo), ma espone il prodotto alla luce e potrebbe degradarne la qualità nel tempo.

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