Spaghetti alle vongole a rischio: il punto sulla situazione italiana

La scomparsa delle vongole italiane racconta una crisi fatta di clima specie invasive e fondali impoveriti che mette a rischio uno dei piatti simbolo del Paese

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Mangiare un piatto di spaghetti alle vongole (italiane, perlomeno) potrebbe diventare difficile, se non addirittura impossibile. L’ultima ferale notizia riguardo la presenza di questi molluschi bivalvi riguarda i lupini di mare, fra gli ultimi a resistere. Anche loro, però, stanno scomparendo dai fondali dell’Alto Adriatico, lasciando interi tratti di costa senza più una risorsa che per decenni ha sostenuto pesca, cucina e tradizione.

Negli ultimi anni, tra Delta del Po, Laguna di Venezia e coste friulane, le segnalazioni di fondali impoveriti si sono moltiplicate. Le marinerie parlano di catture azzerate, di allevamenti in crisi e di una produzione sempre più affidata alle importazioni. Un cambiamento rapido, che sta trasformando un simbolo della cucina italiana in un prodotto raro.

Cosa sta succedendo alle vongole?

Come dicevamo, i lupini di mare erano l’ultima delle specie di questa tipologia di molluschi che ancora resistevano in Italia. Per chi non lo sapesse, infatti, la situazione delle vongole veraci nell’Alto Adriatico è ormai da tempo in forte sofferenza, con una disponibilità sempre più ridotta proprio nelle aree che storicamente producevano di più. Ora anche i lupini, che sembravano reggere meglio, vengono segnalati in forte calo, e per molte marinerie questo significa perdere l’ultima risorsa rimasta.

Le testimonianze raccolte tra Goro e Trieste parlano di catture difficili e di attività spesso fermate perché non conviene uscire in mare senza la certezza di trovare prodotto. Ne deriva che la domanda interna non può più proseguire in continuità sul pescato nazionale, per questo una quota crescente del mercato viene coperta con molluschi importati. La filiera, dunque, si regge sempre meno sulla disponibilità locale e sempre più su approvvigionamenti esterni.

Perché stanno scomparendo?

Tra le cause più citate dalle marinerie e dalle associazioni di settore c’è innanzitutto la diffusione del granchio blu, una specie invasiva arrivata negli ultimi anni nell’Adriatico. Questo crostaceo si nutre in modo intensivo di molluschi bivalvi e ha colpito in particolare gli allevamenti di vongole veraci nel Delta del Po, distruggendo intere semine in tempi rapidi. In molte zone, secondo le fonti, la predazione è stata così forte da rendere impossibile mantenere una produzione stabile.

Accanto al problema biologico si è inserito quello climatico. Le estati sempre più calde, con temperature dell’acqua che in alcuni periodi hanno superato i 30 gradi, hanno provocato stress termico e mortalità diffuse. A questo si sono aggiunti fenomeni come le mucillagini, che soffocano i fondali, e le forti piogge o alluvioni, che modificano improvvisamente la salinità costiera. Tutti fattori che rendono l’habitat meno adatto alla sopravvivenza dei molluschi.

Non gioca a favore neanche la qualità dell’ambiente marino. L’apporto di sostanze inquinanti dai fiumi, l’eccesso di nutrienti e la scarsa ossigenazione di alcune aree contribuiscono a creare condizioni sfavorevoli. Secondo le organizzazioni di categoria, i bivalvi funzionano come vere e proprie "sentinelle" dello stato delle acque: quando scompaiono in modo massiccio, significa che l’ecosistema è in difficoltà.

Infine, le stesse strategie di recupero hanno incontrato numerosi ostacoli. I tentativi di risemina e ripopolamento delle vongole veraci non hanno prodotto risultati duraturi, perché i giovani molluschi vengono spesso eliminati prima di raggiungere la maturità. Senza un miglioramento stabile delle condizioni ambientali, perciò, anche gli interventi tecnici rischiano di restare inefficaci.

Si potrà tornare indietro?

Secondo le organizzazioni di categoria e le testimonianze raccolte dalle principali testate, al momento non esistono soluzioni rapide per invertire la tendenza. Il recupero delle popolazioni di vongole e lupini richiede tempi lunghi e condizioni ambientali stabili, che negli ultimi anni sono venute meno. Anche gli interventi di ripopolamento e protezione delle aree di pesca, finora, non hanno garantito risultati duraturi.

Le marinerie chiedono maggiori investimenti in ricerca scientifica, monitoraggio delle acque e contenimento delle specie invasive, insieme a politiche di sostegno economico per le imprese in difficoltà. Senza un miglioramento concreto della qualità dell’ecosistema e senza una strategia coordinata, spiegano le fonti, il rischio è che la produzione nazionale di molluschi resti marginale, rendendo sempre più raro trovare vongole italiane nei piatti tradizionali.

Domande frequenti

I lupini di mare sono in crisi?

Sì. I lupini di mare, che fino a poco tempo fa resistevano meglio, stanno registrando un forte calo soprattutto nell’Alto Adriatico. In molte zone le catture sono ormai minime o assenti.

Come mai ci sono sempre meno lupini di mare?

Ci sono sempre meno lupini di mare perché l’aumento delle temperature dell’acqua, la presenza di mucillagini, le variazioni di salinità e il peggioramento della qualità dei fondali rendono l’ambiente meno adatto alla loro sopravvivenza, riducendo crescita e riproduzione.

Perché le vongole italiane stanno diminuendo?

La diminuzione è legata a più fattori combinati, tra cui la presenza del granchio blu, l’aumento delle temperature del mare, le mucillagini, le variazioni di salinità e il peggioramento delle condizioni ambientali. Tutti questi elementi rendono più difficile la sopravvivenza dei molluschi.

Le vongole che troviamo oggi sono ancora italiane?

Sempre meno. Una parte crescente delle vongole in commercio proviene dall’estero, in particolare dal Portogallo e da altri Paesi europei, perché la produzione nazionale non riesce più a coprire la domanda.

Il granchio blu è davvero così dannoso?

Sì. Si tratta di una specie invasiva che si nutre di molluschi bivalvi e che ha colpito duramente gli allevamenti, soprattutto nel Delta del Po. In molti casi ha distrutto intere semine in poco tempo.

Il cambiamento climatico incide davvero sulla pesca delle vongole?

Sì. Le temperature elevate dell’acqua, le ondate di calore marine e gli eventi estremi mettono sotto stress i molluschi e aumentano la mortalità, rendendo instabile la produzione.

Come riconoscere le vongole italiane?

Controllando innanzitutto l’etichetta, dove deve essere indicata chiaramente la zona di provenienza e di allevamento o pesca in Italia, spesso nell’area dell’Alto Adriatico. In genere riportano un codice che identifica il centro di spedizione nazionale. Dal punto di vista visivo, le vongole italiane sono spesso più piccole e irregolari rispetto a quelle importate, con gusci meno uniformi e colori che variano dal beige al grigio.

Anche il profumo è un indizio: devono avere un odore fresco di mare, mai intenso o sgradevole. Infine, in pescheria o al ristorante, chiedere l’origine del prodotto resta il modo più semplice per capire se si tratta davvero di vongole italiane.

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