La vendemmia quest'anno è arrivata prima del solito: sarà una buona annata?
Dall'Alto Adige alla Puglia la raccolta è partita con largo anticipo. Le uve sono sane e le premesse buone, ma la risposta dipende da quello che succederà nelle prossime settimane.
- La vendemmia italiana è partita con circa dieci giorni d’anticipo, spinta dal caldo record che ha accelerato zuccheri e maturazione delle uve.
- Dalla Franciacorta alla Sicilia, le raccolte anticipate mostrano un cambio profondo nelle tempistiche, con gli spumanti costretti a correre per primi.
- La qualità resta aperta, tra uve sane e rischi legati a siccità e grandinate, mentre la quantità varia molto da zona a zona.
Alle quattro del mattino, in Franciacorta, i grappoli vengono staccati alla luce dei fari. Non è una scelta romantica. Con settimane sopra i 37°, portare l’uva alla pressa prima che si surriscaldi è diventato un problema di ore e le regole regionali fermano comunque il lavoro tra le 12.30 e le 16. Sono gli effetti del cambiamento climatico, che ormai ha cambiato il volto delle nostre estati. E la raccolta al chiaro di luna non è l’unica conseguenza, c’è anche un anticipo dell’inizio delle operazioni.
Berlucchi, la cantina che per prima portò il metodo classico in Franciacorta, puntava ad iniziare il 10 agosto e ha invece iniziato il 2: il Pinot Nero era pronto, con gli zuccheri in rapida salita, e in due giorni sono state mobilitate le squadre. Non è un caso isolato. La vendemmia italiana 2026 è partita in media dieci giorni prima del solito, secondo Coldiretti. In alcune zone si tratta della raccolta più precoce mai registrata.
- Dove si è già vendemmiato, regione per regione
- Perché gli spumanti vendemmiano per primi
- Sarà una buona annata? Cosa dicono i dati
- Anticipo non significa automaticamente qualità
Dove si è già vendemmiato, regione per regione
L’anticipo della vendemmia era già stato preventivato a fine luglio, ma non è uniforme: cambia con vitigno, altitudine, esposizione e disponibilità d’acqua. Eppure il quadro è impressionante.
- Alto Adige: inizio più precoce nella storia del territorio, secondo il direttore del Consorzio Eduard Bernhart, con le basi spumante già in cantina.
- Franciacorta: prime uve staccate il 30 luglio a Gussago e Monte Orfano, circa un mese prima rispetto a trent’anni fa.
- Piemonte: Alta Langa e Astigiano partiti il 5 agosto.
- Friuli-Venezia Giulia: a Dolegna del Collio si è iniziato il 10 agosto. Fino al 2015 in quell’area si cominciava a settembre.
- Veneto: anticipo di 8-10 giorni, con Pinot Grigio e Chardonnay tra i primi, e produzione attesa sui livelli del 2025.
- Marche: circa una settimana di anticipo, con il grosso della raccolta dal 24 agosto.
- Puglia: avvio ufficiale il 5 agosto a Leverano, nel territorio del Salice Salentino.
- Sicilia: ha aperto la stagione il 21 luglio nel Trapanese.
Perché gli spumanti vendemmiano per primi
C’è una ragione tecnica dietro questa corsa e riguarda l’acidità. Un metodo classico ha bisogno di uve con acidità alta, pH basso e zuccheri contenuti, un equilibrio molto più delicato di quello richiesto da un bianco o da un rosso fermo. Il caldo lavora contro tutti e tre i parametri.
Come spiega Attilio Scienza, professore emerito dell’Università di Milano, con varietà precoci come lo Chardonnay bastano un paio di giorni di ritardo per ritrovarsi con grappoli non più adatti alla spumantizzazione: lo zucchero sale troppo in fretta e l’acidità crolla. Da qui una logistica da emergenza. Le uve vanno raffreddate prima della pressatura soffice, un passaggio che non si può accelerare, e Berlucchi arriva a far girare ventiquattro presse al giorno, spesso fino a notte fonda.
Sarà una buona annata? Cosa dicono i dati
Le premesse ci sono, ma con distinzioni importanti. Lo stato sanitario è ottimo, perché caldo e siccità hanno tenuto lontane muffe e malattie fungine, per tanto le uve arrivano in cantina pulite. Assoenologi indica un’annata potenzialmente buona, a patto che il meteo resti clemente. Secondo Paolo Castelletti, segretario generale dell’Unione Italiana Vini, la qualità del vino non è compromessa: serve semplicemente organizzare il lavoro in modo diverso rispetto al passato.
Sulla quantità regna invece l’incertezza: siccità e grandinate hanno colpito a macchia di leopardo, con danni pesanti ad esempio in alcune zone delle Marche. Le organizzazioni di settore hanno scelto di non diffondere le classiche stime di inizio settembre, aspettando il dato a consuntivo. Un calo produttivo tuttavia potrebbe non impensierire particolarmente nessuno, in un periodo storico in cui il vino ha rallentato molto sulle vendite e in tutto il mondo si parla piuttosto di giacenze.
Anticipo non significa automaticamente qualità
Una vendemmia precoce, insomma, non è di per sé una buona notizia e nemmeno una cattiva. Racconta soltanto che la pianta ha corso e sono altri i parametri da verificare. La maturazione dell’uva non è un processo unico: mentre salgono gli zuccheri devono evolvere anche acidità, aromi e polifenoli. Se il caldo è intenso e prolungato, queste componenti possono sfasarsi e si rischiano vini alcolici, ma poco espressivi. È il motivo per cui i viticoltori analizzano i grappoli invece di basarsi sul calendario.
Per il Sangiovese e gli autoctoni tardivi, che si raccoglieranno tra fine agosto e settembre, il verdetto arriverà più tardi. La risposta onesta alla domanda del titolo, oggi, è che l’annata è ancora aperta. Basta una settimana sbagliata per cambiare tutto, in un senso o nell’altro.
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