Troppo sale nella dieta degli italiani: solo 1 persona su 6 resta entro i limiti OMS
I dati dell'indagine confermano un consumo medio quasi doppio rispetto al raccomandato. Le donne sono più virtuose degli uomini, ma il problema vero è il sale già contenuto nei prodotti che compriamo.
Nelle nostre cucine la saliera ha il suo posto fisso accanto ai fornelli e ci finisce un pizzico in più senza pensarci troppo. È un gesto antico, quasi affettuoso, che ci sembra innocuo. Eppure i numeri pubblicati dall’Istituto Superiore di Sanità in occasione della Salt Awareness Week 2026, che si è chiusa il 17 maggio, raccontano una verità più scomoda. Solo una persona su sei, in Italia, riesce a restare entro i limiti raccomandati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. Gli altri cinque consumano quasi il doppio del sale che dovrebbero.
- Quanto sale dovremmo assumere e quanto ne mangiamo davvero
- Il sale nascosto
- Cinque mosse pratiche per ridurre il sale nella dieta
Quanto sale dovremmo assumere e quanto ne mangiamo davvero
Il limite indicato dall’OMS è chiaro: meno di 5 grammi al giorno, l’equivalente di un cucchiaino raso. I dati preliminari dell’indagine Italian Health Examination Survey del Progetto CUORE 2023-2025, raccolti in 17 regioni attraverso l’analisi delle urine delle ventiquattro ore, dipingono un quadro lontano da quella soglia.
Gli uomini italiani, tra i 35 e i 74 anni, assumono in media 9,3 grammi di sale al giorno. Le donne si fermano a 7,1 grammi, ma siamo comunque oltre il 40 per cento sopra il limite raccomandato. Solo il 10,6 per cento degli uomini e il 23,6 per cento delle donne rispetta la soglia OMS.
C’è però una notizia incoraggiante. Tra il periodo 2008-2012 e quello 2018-2019, il consumo medio nella popolazione adulta è sceso di circa il 12 per cento, grazie soprattutto al programma ministeriale Guadagnare Salute e ai protocolli firmati con i produttori alimentari per ridurre il sale negli scaffali. Si è imboccata la strada giusta, semplicemente non si è ancora andati abbastanza lontano.
Il sale nascosto
Il punto che spesso sfugge è che la nostra saliera, con tutte le varianti di sale più esotiche, rappresenta solo una parte della storia. La maggior parte del sale che ingeriamo è già negli alimenti quando li compriamo. Si chiama sale aggiunto in fase di lavorazione ed è presente ovunque: nel pane comune, in misura sorprendente; negli affettati e nei salumi, dove svolge anche un ruolo di conservazione; nei formaggi stagionati; nei sughi pronti e nelle salse; nei prodotti da forno industriali, anche in quelli dolci. Il dado e i brodi pronti sono concentrati di sodio, così come molti snack salati e le zuppe in busta.
Questo significa che il problema non è solo la pizza del sabato sera o la giocata di sale sulla pasta. È un accumulo silenzioso, distribuito nell’arco della giornata, di cui il corpo paga il conto sul lungo periodo. Un consumo eccessivo di sale è il principale fattore di rischio per l’ipertensione arteriosa, da cui derivano ictus e infarto, le due principali cause di morte nel mondo. Se non bastasse, il sale in eccesso è associato anche a malattie renali, osteoporosi e ad alcune forme tumorali, in particolare quelle dello stomaco.
Cinque mosse pratiche per ridurre il sale nella dieta
L’ISS, insieme alla Società Italiana di Nutrizione Umana, suggerisce cinque cambiamenti semplici da introdurre nella spesa e nella cucina di tutti i giorni:
- Sostituire il sale con aromi naturali. Erbe aromatiche, spezie, aglio, agrumi. Il limone su un pesce, il rosmarino nelle patate, il pepe nero macinato al momento fanno il loro lavoro senza alzare la pressione.
- Leggere le etichette. Confrontare due marchi dello stesso prodotto può rivelare differenze di sodio anche del doppio. Si impara presto.
- Sciacquare verdure e legumi in scatola. Una manciata di secondi sotto l’acqua corrente riduce il sale residuo in modo significativo.
- Limitare gli alimenti pronti. Sughi, zuppe, piatti precotti contengono quasi sempre molto più sale di una preparazione casalinga equivalente.
- Togliere il sale dalla tavola. Non portare la saliera al momento del pasto è il modo più efficace per smettere di aggiungerne automaticamente.
Cambiare gusto richiede qualche settimana. Dopo, il piatto troppo salato sembra davvero troppo salato.
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