Il miglior bar italiano è a Milano: la classifica europea premia Moebius
Alla prima edizione di Europe's 50 Best Bars il Moebius è sesto in Europa e primo tra i nove locali italiani in classifica. Un ex magazzino tessile dove si beve un Martini al pesto e si cena sotto una stella Michelin.
- Il Moebius di Milano è stato premiato come miglior bar d'Italia, piazzandosi sesto nella classifica Europe’s 50 Best Bars.
- Il locale occupa un ex magazzino tessile di 700 metri quadri con atmosfere industrial chic e tre anime tra bistrot, ristorante e cocktail bar.
- Il barman Giovanni Allario propone creazioni sorprendenti come il Pesto Martini, mentre l'Italia conta nove locali nella top 50 europea.
Ad Amsterdam è andata in scena la prima edizione di Europe’s 50 Best Bars, la costola europea della più nota classifica internazionale dei cocktail bar. In cima è finito il Line di Atene, ma la notizia che riguarda l’Italia porta l’insegna del Moebius di Milano: sesto posto in Europa e titolo di miglior bar del Paese. Non è nemmeno una sorpresa, visto che l’anno scorso, nella classifica mondiale, era passato in un colpo dal trentottesimo al settimo posto.
- Un bar dentro un ex magazzino tessile
- Il cocktail che sa di pesto
- Nove bar italiani in classifica
- Milano, dall'aperitivo alla mixology
Un bar dentro un ex magazzino tessile
Il Moebius sta a pochi passi dalla Stazione Centrale, in un ex magazzino tessile di 700 metri quadri aperto nel 2019 dal giovane imprenditore toscano Lorenzo Querci. Il nome è un omaggio a Jean Giraud, il maestro francese del fumetto fantastico, che firmava le sue creazioni con quel nome d’arte, a sua volta ispirato al nastro di Möbius. L’ambiente gioca sul contrasto tra cemento a vista e comfort da salotto, con poltrone vintage, divani profondi, un grande tavolo comune, un angolo per i vinili e un palco per la musica dal vivo. Sotto lo stesso tetto convivono tre anime:
- un bistrot di ispirazione spagnola al piano terra, con piatti da condividere
- il ristorante Moebius Sperimentale al primo piano, che con lo chef Enrico Croatti ha conquistato una stella Michelin nel 2024
- il cocktail bar, riconoscibile per una bottigliera in cemento alta tre metri con oltre trecento distillati
Il cocktail che sa di pesto
Dietro il bancone comanda il barman genovese Giovanni Allario, che ha un suo metodo: prendere un cocktail classico e innovarlo con un solo ingrediente inatteso. A volte il viaggio arriva lontano, come nel Carrot Bamboo, che unisce vermouth, gin e manzanilla a carota, yuzu e shiso. Altre volte resta a casa.
È il caso del drink simbolo del locale e più richiesto, il Pesto Martini. Trattasi di vodka infusa a freddo con pesto fatto in casa e aceto balsamico bianco, servita con una grattugiata di Parmigiano a parte, da aggiungere nel bicchiere come si farebbe su un piatto di pasta. Un modo per portare il sapore ligure fuori dai soliti cliché del pomodoro e metterlo, letteralmente, dentro un Martini. Decisamente audace.
Nove bar italiani in classifica
Il Moebius non è l’unico italiano premiato. Nella top 50 compaiono nove locali del nostro Paese:
- Moebius, Milano — 6°
- Camparino in Galleria, Milano — 18°
- Locale Firenze, Firenze — 21°
- 1930, Milano — 22°
- L’Antiquario, Napoli — 28°
- Gucci Giardino, Firenze — 29°
- Freni e Frizioni, Roma — 31°
- Drink Kong, Roma — 32°
- Rita, Milano — 49°
Milano è la città più rappresentata con quattro indirizzi, confermando la sua egemonia gastronomica e mixologica. A completare il quadro ci sono gli italiani che lavorano all’estero. Il Sips di Barcellona, terzo assoluto, è guidato da Simone Caporale, mentre al Connaught di Londra, decimo, lavorano Agostino Perrone e Giorgio Bargiani.
Proprio Bargiani ha vinto il premio che i barman di tutta Europa assegnano a un collega, il Bartender’s Bartender Award, invece a Salvatore Calabrese è andato il riconoscimento alla carriera.
Milano, dall’aperitivo alla mixology
Nella stessa classifica, al diciottesimo posto, compare anche il Camparino in Galleria, storico indirizzo dell’aperitivo milanese legato al Campari. Che a poche posizioni di distanza convivano il tempio dell’aperitivo di una volta e un bar che infila il pesto in un Martini racconta bene cosa è diventata Milano. Una città dove l’offerta del bere miscelato parte dalla cucina e dagli ingredienti di casa, da una tradizione che non smette di reinventarsi.
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