Uova italiane o straniere? Perché sempre più prodotti arrivano dall'estero

Per la prima volta da anni la produzione nazionale non basta a coprire i consumi, e le importazioni di uova in guscio sono cresciute dell'80% in dodici mesi.

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L’Italia è il quarto produttore europeo di uova, con oltre 12,5 miliardi di pezzi l’anno, eppure non riesce più a coprire la propria domanda. È il dato che colpisce di più nel rapporto Ismea di aprile 2026. Fino al 2024 producevamo il 98% delle uova che consumavamo, ora siamo scesi al 92% e per colmare il vuoto le importazioni di uova in guscio sono aumentate dell’80% in un solo anno. La domanda interna corre, l’offerta nazionale arranca e la differenza la coprono proprio i fornitori stranieri.

Perché la produzione di uova non tiene il passo

Le ragioni si intrecciano. La prima è l’influenza aviaria, che ha ridotto i capi in diversi Paesi europei e rende l’intera filiera più fragile. La seconda è la difficoltà a ottenere permessi per nuovi allevamenti, proprio per limitare il rischio di contagi. La terza, meno intuitiva, è la graduale conversione verso sistemi più rispettosi degli animali: le uova da allevamento a terra sono ormai il 71% di quelle vendute e il biologico è in crescita, mentre le gabbie arretrano. È una scelta apprezzata, ma riduce il numero di galline per metro quadrato e quindi la resa. In sostanza produciamo meglio e perciò di meno.

La domanda che intanto cresce

Sull’altro piatto della bilancia c’è un consumo in piena espansione. Nel 2025 le uova sono state il prodotto alimentare più dinamico dell’anno, con la spesa in crescita del 15% e i volumi acquistati nella grande distribuzione in aumento del 7,4%. Pesano il prezzo contenuto in tempi di inflazione, la caduta del vecchio tabù sul colesterolo (e altri miti da sfatare) e la reputazione di proteina sostenibile, visto che rispetto alla carne servono meno acqua, meno mangime e meno terreno. Più si mangiano uova, più si allarga la forbice con quello che riusciamo a produrre.

Veniamo poi al cuore della questione, ovvero da dove arrivano le uova che non riusciamo a produrre. Nel 2025 sono entrate in Italia oltre 91mila tonnellate di uova in guscio, per metà da Romania e Polonia, seguite dall’Ucraina. Sono Paesi con una quota di allevamenti in gabbia più alta della nostra. Sulle uova fresche, però, abbiamo uno strumento semplice per orientarci e non è il colore del guscio, che dipende da altro, bensì il codice stampato sulla sua superficie. La prima cifra dice tutto: 0 per il biologico, 1 per l’allevamento all’aperto, 2 per quello a terra, 3 per la gabbia.

L’uovo che non vedi

Il problema è che quel codice scompare appena l’uovo esce dal guscio. Quando finisce dentro maionese, pasta, dolci o salse, la normativa europea non obbliga a indicarne il metodo di produzione né l’origine. E non è un dettaglio marginale, perché secondo le stime di settore, il 40-45% delle uova italiane è destinato proprio agli ovoprodotti industriali, una quota più alta che nel resto d’Europa. Vale quindi la pena ricordarlo: comprare solo uova bio in guscio e poi una salsa pronta fatta con uova in batteria, magari straniere, è una contraddizione più comune di quanto si creda.

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Domande frequenti

Quanta parte del fabbisogno italiano di uova è oggi coperta dalla produzione nazionale?

Nel 2024 coprivamo il 98% del consumo interno, oggi siamo scesi al 92%, con un aumento delle importazioni.

Perché la produzione di uova in Italia è diminuita?

Cause principali: influenza aviaria, difficoltà nei permessi per nuovi allevamenti e conversione a sistemi più rispettosi che riducono la densità.

Quanto sono aumentate le importazioni di uova in guscio?

Le importazioni di uova in guscio sono aumentate dell'80% in un solo anno.

Da quali Paesi provengono la maggior parte delle uova importate nel 2025?

Nel 2025 oltre metà delle 91mila tonnellate importate proveniva da Romania e Polonia, seguite dall'Ucraina.

Come riconoscere il metodo di allevamento delle uova dal guscio?

Bisogna guardare il codice sul guscio, in particolare il primo numero: 0 biologico, 1 allevamento all'aperto, 2 allevamento a terra, 3 gabbia.

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