Addio Stelle Verdi Michelin: arriva Mindful Voices e cambia tutto
La Guida abbandona il riconoscimento dedicato ai ristoranti sostenibili, introdotto nel 2020, per un progetto editoriale che premia le persone e si allarga anche a ospitalità e vino.
Per chi sceglie un ristorante anche in base a quanto rispetta l’ambiente, era diventata una piccola bussola. La Stella Verde Michelin, accanto alle celebri stelle che premiano la cucina, segnalava dal 2020 i locali impegnati sul fronte della sostenibilità: filiera corta, lotta agli sprechi, rispetto delle stagioni. Da pochi giorni la Guida ha annunciato che quella stella si spegnerà. Al suo posto arriva un progetto chiamato Mindful Voices. E il modo di raccontare la sostenibilità in cucina cambia parecchio.
- Cosa era la Stella Verde
- Cosa sarà Mindful Voices
- Le date e il debutto
- Cosa cambia per chi va al ristorante
Cosa era la Stella Verde
Introdotta nel 2020, la Stella Verde era un riconoscimento distinto dalle stelle tradizionali. Non premiava la qualità del piatto, ma l’impegno ambientale del ristorante: l’uso di prodotti locali e di stagione, la riduzione degli sprechi alimentari, la gestione responsabile delle risorse, l’attenzione alla biodiversità.
Era un simbolo concreto, assegnato a un luogo preciso, che il ristoratore poteva esibire e il cliente poteva cercare. In pochi anni era diventata un punto di riferimento per una fascia crescente di pubblico attento a come, e non solo a cosa, si mangia. Uno degli esempi celebri di stella verde è l’Atelier Moessmer dello chef altoatesino Norbert Niederkofler, ospite della finalissima di MasterChef.
Cosa sarà Mindful Voices
Il nuovo progetto ha una logica diversa. Non premia più i luoghi, ma le persone. Mindful Voices, spiega la Guida, metterà in luce le pratiche ispiratrici di chef, albergatori e produttori di vino impegnati nello sviluppo responsabile delle proprie filiere. Non più una stellina sulla scheda del ristorante, dunque, ma ritratti, articoli di approfondimento e interviste pubblicati su tutte le piattaforme Michelin, dal sito alle app fino al magazine cartaceo. Alcune di queste figure verranno anche invitate agli eventi della Guida.
Il cambiamento riflette l’espansione di Michelin oltre la sola gastronomia. La Guida si è allargata negli ultimi anni ai settori dell’ospitalità e del vino, ed è presente ormai in oltre 60 destinazioni nel mondo. Mindful Voices nasce per raccontare la sostenibilità in tutti e tre questi ambiti, non più soltanto nei ristoranti. "Darà voce a coloro che, nei rispettivi ambiti, stanno cambiando le regole del gioco", ha dichiarato Gwendal Poullennec, direttore internazionale delle Guide Michelin.
Le date e il debutto
Il progetto sarà presentato il primo giugno 2026, durante la cerimonia della Guida Michelin dedicata ai Paesi nordici, che si terrà a Copenaghen. Da lì lo sviluppo proseguirà su scala europea, per poi estendersi a livello globale nel corso dell’anno. Si partirà dalla gastronomia, cuore dell’expertise Michelin fin dalla fondazione nel 1900, per ampliarsi in seguito all’ospitalità e infine al vino.
Le ultime stelle verdi assegnate quindi rimarranno quelle della Guida Michelin 2026, presentata al Teatro Regio di Parma lo scorso autunno nell’edizione italiana e che al nostro Paese ne assegnava ben 72, a fronte di 394 ristoranti stellati.
Cosa cambia per chi va al ristorante
Qui sta il punto che tocca chi al ristorante ci va davvero. Fino a ieri, chi voleva scegliere un locale virtuoso aveva un segnale immediato: cercava la stella verde e sapeva. Da domani la bussola diventa più sfumata. Una voce ispiratrice raccontata in un articolo è certamente più ricca di sfumature di un simbolo, ma è anche meno immediata da usare quando si deve solo prenotare un tavolo.
C’è chi legge la novità come un passo avanti: la sostenibilità esce dalla logica del bollino e diventa racconto, esempio, cultura. E chi invece teme che, perdendo un riconoscimento concreto e assegnabile, l’impegno ambientale rischi di diventare più vago, più affidato alla comunicazione che alla sostanza.
La verità, probabilmente, dipenderà da come Michelin saprà dare peso reale a queste storie. Per ora resta un consiglio semplice per il cliente attento: continuare a informarsi, chiedere al ristoratore da dove arrivano gli ingredienti, e ricordare che la sostenibilità di un piatto, alla fine, si misura più nella cucina che sulla guida.
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