Dieta Sirt: cos’è e come funziona?

La dieta utilizzata da star di Hollywood come Adele, che pare abbia perso più di 30 chili con questo protocollo alimentare, ma di cosa di tratta?

Resa celebre da star del mondo di Hollywood come Adele, la dieta Sirt o detta anche "dieta del gene magro" cosa ha di tanto particolare, come riesce a far perdere tanto peso in poco tempo? Prima di venerare e mistificare un nuovo protocollo dietetico, bollandolo come "miracoloso", cerchiamo di capire come funziona e su quali pilastri nutrizionali si basa. Questo articolo analizzerà quali sono i range calorici e quali alimenti bisogna mangiare se si vuole seguire correttamente la dieta Sirt, non dimenticando le eventuali controindicazioni.

Che cos’è la dieta Sirt?

Ad inventare questo protocollo dietetico ipocalorico sono stati due nutrizionisti, Aidan Goggins e Glenn Matten, autori del libro "Sirt, la dieta del gene magro". All’interno di questo manuale alimentare, gli autori promettono una perdita di peso di quasi tre chili e mezzo nella prima settimana e di mantenere, poi, il peso ideale nel tempo successivo. Si tratta, infatti, di un regime dietetico che è diviso in due fasi, non particolarmente difficili da seguire, anche se fortemente ipocaloriche, soprattutto nella prima fase. Questa prima fase o fase iniziale dura all’incirca 7 giorni e prevede il grosso della perdita di peso, che però viene concentrata in un tempo troppo ristretto, secondo le critiche e secondo anche quanto riportato dalle Linee guida per una sana e corretta alimentazione. Secondo i dettami riportati a livello scientifico, infatti, una perdita di peso ponderale in salute sarebbe stimata su una riduzione di peso di massimo 800 g o 1 Kg a settimana.

Come funziona la dieta Sirt?

Il principio della dieta è molto semplice e si basa infatti sull’assunzione giornaliera costante di alimenti Sirt, ovvero cibi in grado di attivare le sirtuine. Ma cosa sono le sirtuine? Le sirtuine o proteine Sir2 hanno attività enzimatica e regolano quindi importanti vie metaboliche nell’essere umano. Infatti, tra le molteplici azioni fisiologiche di queste molecole c’è anche l’efficienza energetica e il mantenimento dell’attenzione e della vigilanza durante le situazioni a basso introito calorico. Le sirtuine possono modulare positivamente anche l’umore ed essere quindi dei fattori che aiutano a resistere emotivamente al regime dietetico. In generale si tratta di un regime alimentare strutturato senza esclusione di alcun macronutriente o micronutriente, e sul consumo di alimenti molto salubri che contengono sostanze bioattive con potere antiossidante e leggermente antinfiammatorio. La dieta Sirt è strutturata in due diverse fasi:

  • La prima fase è la più restrittiva e dura sette giorni. Durante i primi tre si devono assumere per lo più cibi liquidi come succhi di verdura e frutta ed un solo pasto solido al giorno, per un totale di 1000 calorie\die. Nei restanti quattro giorni le calorie diventano 500 e sono previsti due succhi e due pasti solidi. Già dopo questa prima fase si dovrebbero perdere circa 3 chili.
  • La seconda fase dura invece 14 giorni ed è previsto un mantenimento con cibi solidi accompagnati da un succo verde a base di vegetali.

Quali sono gli alimenti della dieta Sirt?

C’è un elenco di 20 cibi all’interno del libro, che secondo i principi di questa dieta e secondo i loro autori, sarebbero in grado di aiutare a "svegliare" e "regolarizzare" il metabolismo. Questi alimenti sono:

  • Vino rosso
  • Cacao
  • Sedano
  • Peperoncino
  • Cavolo
  • Grano saraceno
  • Datteri Medjool
  • Capperi
  • Caffè
  • Olio extravergine d’oliva
  • Tè verde matcha
  • Levistico o sedano di monte
  • Prezzemolo
  • Cicoria rossa
  • Cipolla rossa
  • Rucola
  • Soia
  • Fragole
  • Curcuma
  • Noci

Arrivati fino a questo punto, si parla semplicemente di aggiungere questi alimenti o alcuni di questi alimenti al proprio piano alimentare, senza provocare strani squilibri nelle percentuali di macronutrienti. Infatti, la base di questo regime alimentare è proprio il fatto che a differenza di molte altre diete, che dicono cosa eliminare, questo modello alimentare dice invece cosa portare in tavola e come costruire i propri pasti giornalieri.

Cosa pensano gli esperti della dieta Sirt?

La prima cosa che si evince è che si tratta di un regime molto ipocalorico, che nelle prime fasi arriva ad apportare circa 1000 kcal al giorno, senza distinzione di sesso, età o composizione corporea del soggetto. Dopotutto, l’assunzione ridotta di calorie mette in dubbio il principio di salubrità su cui la dieta si basa, poiché assumendo un introito calorico inferiore rispetto alle richieste del corpo e riducendo i carboidrati, la perdita di peso è quasi obbligata. Inoltre, i due nutrizionisti hanno puntato tutto sul principio di attivazione di questi "geni del dimagrimento", con l’assunzione di alimenti Sirt che attiverebbero il metabolismo amplificando lo stato di sazietà.

Ma al di là di quelle che possono essere valutazioni soggettive, questa dieta sembrerebbe non essere supportata neanche da studi scientifici significativi. Infatti, nel libro "Sirt, la dieta del gene magro" sono presentati i risultati di uno studio pilota condotto dagli autori e che ha coinvolto appena 39 partecipanti (gruppo troppo piccolo) e per lo più facenti parte del loro stesso centro fitness.

 

Ricordiamo che la dieta deve essere sempre equilibrata nei suoi macro e micronutrienti e soprattutto variegata, e nel caso in cui si necessiti di un intervento nutrizionale specifico è sempre bene affidarsi a figure professionali competenti. Con l’aiuto di un biologo nutrizionista o di un dietologo è possibile costruire un percorso alimentare personalizzato, che tenga conto del benessere dell’organismo e degli obbietti che si vogliono raggiungere.

 

Fonti

– Libro "Sirt, la dieta del gene magro", Aidan Goggins e Glenn Matten.

Linee guida per una sana e corretta alimentazione, ISS.

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