Scontro fra due titani: ecco chi vince la gara dei cioccolatini secondo Altroconsumo

Due cioccolatini, due storie, un solo San Valentino. Il confronto tra Baci Perugina e Ferrero Rocher non è solo questione di nocciole.

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La scelta tra Baci Perugina e Ferrero Rocher è un grande classico, uno di quelli enigmi destinati a non trovare mai una risposta definitiva. Scegliere uno o l’altro significa scegliere una narrazione, un modo di fare pubblicità, l’intero ecosistema di due aziende che con le loro dolcezze hanno creato un immaginario che ci accompagna da decenni.

Un dubbio legittimo e che deve inorgoglirci, perché parliamo di due dei cioccolatini più famosi al mondo, nati entrambi dal genio creativo made in Italy. Uno ha il bigliettino filosofico, l’altro l’incarto dorato. Quale scegliere come regalo per San Valentino forse dipende più da chi riceve il dono che da cosa contiene. Eppure Altroconsumo ha deciso di metterli a paragone, ecco cosa è emerso.

Quando il Cazzotto divenne un Bacio

Nel 1922 Luisa Spagnoli inventò un cioccolatino che avrebbe dovuto chiamarsi "Cazzotto". La forma ricordava le nocche di una mano chiusa a pugno e l’idea, per quanto bizzarra, aveva una sua logica: recuperare gli scarti di lavorazione mescolando gianduia, granella di nocciole e una nocciola intera, il tutto ricoperto di cioccolato fondente.

Fu Giovanni Buitoni, giovane amministratore della Perugina e amante della Spagnoli, a capire che nessun cliente sarebbe mai entrato in negozio chiedendo un cazzotto ad una commessa. Così nacque il Bacio, che negli anni Venti trovò la sua immagine grazie all’art director Federico Seneca. Un manifesto ispirato al celebre quadro di Hayez, due amanti su sfondo blu, un abbraccio eterno. Poi arrivarono i cartigli nascosti nell’involucro argenteo, ispirati secondo leggenda ai messaggi segreti che Luisa mandava a Giovanni.

La grotta di Lourdes e il lusso che brilla

Sessant’anni dopo, nel 1982, Michele Ferrero lanciò quello che sarebbe diventato uno dei cioccolatini più venduto al mondo. Lo chiamò Rocher, come la Roc de Massabielle, la grotta sferica presso Lourdes dove si dice apparve la Vergine. Un capolavoro di ingegneria a strati: nocciola, cialda, crema, cioccolato al latte, granella. Tutto avvolto in un foglio di alluminio dorato che trasformava una pralina in un simbolo di lusso accessibile. Gli spot con limousine e signore dalle alte pretese fecero il resto, molto prima che Nespresso pensasse a George Clooney.

Il Rocher conquistò il mondo non solo per il gusto, ma per quello che rappresentava. Negli Stati Uniti divenne il regalo preferito degli immigrati dell’Europa dell’Est e del Medio Oriente, simbolo di riscatto sociale e di una vita migliore. In Cina l’oro richiamava prosperità, tanto che fu persino contraffatto. In India divenne il regalo perfetto per il Diwali, la festa delle luci. Ferrero aveva capito una cosa semplice con la naturalezza delle intuizioni geniali, ovvero che doveva distribuire nei supermercati etnici, destagionalizzare il prodotto, renderlo accessibile quanto prezioso.

Il confronto che non serve

Altroconsumo li ha messi a confronto e i numeri raccontano una storia prevedibile. Il Rocher costa meno, ha più calorie, contiene glutine e olio di palma. Il Bacio è più caro, usa cioccolato fondente, non ha glutine. Un match di 71 calorie contro 75, 26% di nocciole contro 28,5%. Differenze minime che non spiegano perché uno funzioni meglio in Cina e l’altro resti ancorato all’Italia.

La verità è che non si sceglie un cioccolatino per le calorie o per la percentuale di nocciole. Si sceglie per quello che comunica. Il Bacio ha il bigliettino, quel messaggio poetico che trasforma un dolce in un gesto personale. Il Rocher ha l’incarto dorato, che promette eleganza senza sforzo. Uno è più romantico, l’altro più versatile. Uno parla a chi ama il fondente, l’altro a chi preferisce il latte. Uno è senza glutine, l’altro è croccante. Uno è più semplice anche da fare a casa, l’altro più sofisticato.

Né vincitori né vinti. Baci.

Nonostante i social sembrino decisi, in quella presa di posizione beffarda che sostiene che i Rocher sono i migliori e non siamo pronti a parlarne, oggi la domanda giusta non è quale sia meglio. Dovendo scegliere, limitati a pensare a chi riceverà il regalo. Qualora tu non sia facilitato da gusti o preferenze, concentrati sulla reazione.

Partiamo col dire che i cioccolatini sono un gesto tradizionale, ma in genere sempre ben accetto in questa giornata. Se ritieni che gradirà più il gesto simbolico, prendi i Baci. Se vuoi andare sul sicuro, prendi i Rocher. Se sei indeciso, compra entrambi e lascia che sia l’altro a scegliere. Tanto alla fine è vero quello che si dice e quello che conta non è il cioccolatino, ma il pensiero.

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