SORGENTE DEL VINO LIVE 2015

Quanti sorrisi e quanta disponibilità, oltre alla qualità dei vini, che trasmettono le persone che hanno scelto di produrre un vino in pieno rispetto della terra!  E’ questa la prima impressione colta durante la visita, i colloqui e gli assaggi alla Fiera dei Vini Naturali.

Infatti non solo vino ma anche filosofia di approccio colturale o forse bisognerebbe dire proprio "culturale" contraddistingue tutti i vignaioli che hanno deciso di fare i propri vini senza chimica aggiunta. Con l’obiettivo di ritrovare un vino di nuovo vicino alla essenza di una volta fatta di uva, territorio e rispettosa cura contadina e artigianale dalla vigna alla cantina.

Quindi non ci aspettavamo di incontrare sapori e profumo comuni e ormai omologati e non siamo stati delusi, certo per il palato è stato all’inizio una sfida per cogliere la novità ma poi in un progressivo crescendo ci siano trovati a scoprire profumi e sapori interessanti.

Nelle giornate da sabato 14 a lunedì 16 febbraio 2015 i vignaioli naturali si sono ritrovati all’ appuntamento di Sorgentedelvino LIVE 2015, la manifestazione che nata tra le mura del castello di Agazzano quest’anno, giunta alla 7a edizione, si è svolta nel padiglione due di Piacenza Expo.

Ma quando un vino si dice naturale? L’aggettivo naturale si riferisce alla vinificazione, non al lavoro agricolo in vigna. Il vino naturale proviene da vigne coltivate con metodi tradizionali e trattamenti ridotti al minimo e solo al bisogno, da agricoltura biologica, biodinamica o da altri metodi che escludono la chimica di sintesi.

Il vino naturale si fa in vigna partendo da posizioni vocate delle vigne, non forzando la produzione, stimolando l’equilibrio e la forza delle piante, lavorando per la fertilità della terra; certo se l’annata è stata calda o piovosa questo si avverte di più in questi vini che non in altri ma fa parte della sfida e può regalare davvero ogni hanno un ottimo vino anche se diverso dal precedente, pur nel rispetto delle caratteristiche organolettiche del vitigno.

Questa è una caratterista veramente da apprezzare: unicità e irrepetibilità di questi vini prodotti coi lieviti naturalmente presenti sulla buccia al momento della vendemmia e con fermentazione lasciata al suo corso spontaneo.

In generale bisogna riconoscere il buon livello della manifestazione come spazi e come qualità dei vini, apprezzata anche dal numeroso pubblico quest’anno non solo di appassionati ma anche di persone interessate a scoprire i vini naturali, segno di una cultura che si diffonde dalla ristorazione scelta alle case di tutti.
Erano presenti 150 vignaioli da tutte le regioni italiane (alcuni stranieri in rappresentanza di Francia, Grecia, Slovenia e Croazia) e dalle bollicine ai passiti tutte le tipologie di vino per cui è stato possibile un vero viaggio attraverso l’universo vino.

Partiamo dalla degustazione delle bollicine, poi ci siamo dedicati ai bianchi fermi, passaggio ai rossi e infine i passiti: chiaramente non è mai possibile assaggiare e valutare tutte le offerte perciò la breve panoramica che segue è per forza parziale ma invito chi fosse interessato o incuriosito a partecipare alla prossima edizione. Troverà senz’altro le tipologie di vino che più interessano.
Bollicine discrete presenti dalla Franciacorta con anche qualche prova ardita come il vino lasciato a riposare fino a 126 mesi sui lieviti e proposto ad alcuni anni dalla sboccatura: qui non sono d’accordo perché la freschezza se ne va tutta nella ricerca di un prodotto troppo lontano da un qualche punto di riferimento.

Bianchi in grande spolvero con qualche apice nel pinot grigio "ramato" del Friuli e nel Sylvaner alsaziano; vera chicca un vino dalla costiera amalfitana per la presenza del vitigno pepella tanto raro quanto stuzzicante per il suo sentore di piccantino.

Tra i rossi grande rappresentanza Toscana e Piemontese tra cui ricordo con piacere una vespolina perfetta, per finire nelle tipiche espressioni dei vitigni rossi del sud.
Alla fiera è stato possibile anche acquistare direttamente e così portarsi a casa una bottiglia del vino che più ci aveva emozionato per condividerlo una sera con buoni amici.

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