Recensioni whisky: Glenmorangie Port Wood Finish

Scopriamo tutto sul Glenmorangie Port Wood Finish, alternativa al Glenmorangie 18 years.

Nome: Glenmorangie Port Wood Finish

Tipo: Single-malt, Port Wood Finish, 12 + 2 years

Regione: Highland, Speyside

Produttore: Glenmorangie Distillery

Indirizzo: Tain, Ross-shire IV19 1PZ

Bottiglia: Questa bottiglia si presenta confezionata in un tubo di cartone color petrolio e sull’etichetta appare la scritta "Port Wood Finish" che caratterizza il prodotto.

Note di sapore: Appena aperta la confezione si nota immediatamente il color rame antico del malto contenuto nella bottiglia; il color oro leggero del 18 anni, il quale è ben più invecchiato rispetto a questo scotch, quasi scompare a confronto di tanto impatto visivo. Se si iniziano gli assaggi col 18 anni, immediatamente si nota il gusto pieno, intenso, e l’aroma finissimo; setoso e rotondo, con un sentore di frutta e agrumi è davvero un single malt "elegante". Probabilmente una pietra di paragone per tutti i malti dello Speyside. All’improvviso il wood finish sembra chiuso, cupo, legnoso; bisogna attendere un poco per gustare appieno questo whisky, sicuramente allungarlo con acqua, ed ecco infatti che si sprigiona un bouquet dolce, molto complesso, sicuramente speziato. Tracce di menta si sommano a sapori di cioccolato amaro e liquirizia nel finale. Nel complesso ottimo risultato per questo esperimento dei mitici 16 uomini della distilleria, ma il finale lungo ed un pò "legnoso" del wood finish fa pendere l’ago della bilancia per il buon 18 anni dall’aroma fine e maltato e dal finale rotondo ed impeccabile.

Curiosità: Come già accennato nella recensione del Glenmorangie 18 anni, la distilleria di Tain produce da qualche anno una serie di whisky denominati "FINISHING": malti invecchiati 12 anni nei classici fusti di quercia americana e poi in botti per il periodo di 2 anni per la maturazione finale (il finishing appunto) che hanno precedentemente contenuto Porto, Madeira oppure Sherry. Il Porto è un vino fortificato, ottenuto dall’aggiunta di acquavite per arrestare la fermentazione del mosto alcolico. Il nome deriva dalla città di Oporto, seconda città Portoghese, dalla quale per oltre trecento anni il Porto è stato imbarcato e spedito dai mercanti inglesi. Fu grazie alle guerre commerciali tra Francia e Inghilterra del XVII secolo che i mercanti di vino inglesi, non potendo acquistare vino francese, proibito e sovratassato, si rivolsero al Portogallo, nazione con la quale godevano già di ottime relazioni. Cominciarono ad acquistare i vini della costa del Nord, ma trovandoli troppo magri ed astringenti (Vinho Verde) seguirono il corso del fiume Douro verso l’interno del paese trovandovi vini di caratteristiche estreme opposte a quelle dei vini della costa. Per proteggere il vino durante il viaggio i mercanti usavano aggiungere dell’acquavite prima della spedizione, solo dopo alcuni anni scoprirono che aggiungendola durante la fermentazione piuttosto che dopo si otteneva un vino dolce con aromi intensi che ricordavano quelli dell’uva.

La storia della distilleria

La Glenmorangie, situata nelle Highland, è una distilleria gestita in modo impeccabile da un gruppo ristretto di non più di 16 persone in grado di produrre il malto più venduto in tutta la Scozia.

Inizialmente lo spazio su cui sorge era occupato prima da una macelleria (dal 1550) e poi da una fabbrica di birra (dal 1820); nonostante ciò in tutto quel periodo la distillazione illecita proseguì quasi ininterrottamente.

Nel 1723 esisteva già una struttura in grado di produrre acquavite, un non meglio precisato "alambicco appoggiato su uno scarso basamento". Il governo autorizzò la produzione di whisky nel 1843, con la conversione della esistente fabbrica di birra da parte di William Mathieson. Dopo diverse vicissitudini che videro dal 1880 la distilleria oggetto di diversi tracolli finanziari e gestionali, i nuovi proprietari la ricostruirono completamente. Le costruzioni attuali sono in pratica ancora di quel tempo, pur con una ristrutturazione interna avvenuta nel 1979 durante la quale sono stati installati anche due nuovi alambicchi.

Attualmente vi sono otto alambicchi complessivi divisi in 4 accoppiamenti. La Glenmorangie fu la prima distilleria in Scozia ad utilizzare il vapore per riscaldare gli alambicchi al posto dei tradizionali fuochi di carbone che, con il caldo, erano causa spesso di cattivi odori.
 

© Italiaonline S.p.A. 2024Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963