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Quanti tipi di pizza esistono in Italia?

10 tipologie di pizza per tutti i gusti e in tutti i formati: dalla tonda napoletana alla pinsa romana, quali sono le più amate dagli italiani

  • Ormai da qualche anno ogni 17 gennaio si festeggia il piatto più amato dagli italiani: la pizza. Così, Sant'Antonio Abate è diventato il protettore dei fornai e dei pizzaioli, un patrono perfetto perché è anche custode del fuoco, elemento indispensabile, insieme ad acqua, farina e lievito, per celebrare la Giornata Internazionale della Pizza. Una lunga storia d'amore, quella tra la pizza e gli italiani, suggellata anche nella ritualità del suo consumo, pari ad almeno una volta a settima per circa l'86% delle persone secondo la ricerca Doxa condotta per Eataly Italia. Pane-lockdown è stato un binomio vincente nei primi mesi della pandemia che ha segnato una crescita dei consumi del 10% e insieme a pizza, appunto, focaccia e dolci, questo fenomeno ha segnato una riscoperta dell'arte bianca al punto che la passione di impastare tra le mura domestiche è rimasta, anche oltre il periodo di reclusione (in questo articolo forni alternativi per cuocere una pizza da urlo vi diamo qualche consiglio per continuare a sperimentare). Chi la vuole rossa, chi bianca. Chi con il cornicione alto, chi bassa e scrocchiarella. Desideri che sono esauditi grazie al vasto repertorio di pizze che varia da regione a regione, da città a città. Scopriamo le tipologie più conosciute.

  • Pizza napoletana

    Pizza napoletana

    Nell'universo pizza la più famosa è la verace napoletana, l'impasto che inorgoglisce l'Italia anche fuori confine. Non sarà un caso se proprio il gusto più amato, ovvero la Margherita, sia nato da un omaggio alla Regina Margherita e porti ancora il nome della sovrana sabauda. Le migliori pizze si gustano proprio in Campania e la vecchia scuola propone spesso solo due classici: marinara o margherita.

  • Pizza romana

    Pizza romana

    In ascesa c'è il filone della pizza romana: impasto sottile e croccante, che per definizione la rende "scrocchiarella", una licenza poetica rubata al dialetto romano. Meno morbida e sugosa, questo tipo di tonda è sicuramente più leggera da mangiare, uno stile spesso bistrattato con un disco di pasta che solitamente pesa 180 grammi.

  • Pizza a portafoglio

    Pizza a portafoglio

    Luciano De Crescenzo diceva: "I napoletani hanno sempre avuto il loro fast food. Si chiama pizza". Non poteva esserci descrizione più calzante per il formato a portafoglio, la classica pizza da passeggio quando si è a Napoli, uno street food economico, solitamente condito come una margherita o una marinara, che si piega in quattro a mo' di libretto. Una sola raccomandazione: si mangia ancora calda tenuta in un foglio di carta.

  • Pizza fritta

    Pizza fritta

    Gravitando sempre nell'Italia meridionale, un altro esemplare di pizza è quella fritta che tra le strade napoletane è la regina. Farcita e piegata a mezzaluna, viene inserita di diritto nella tradizione del fritto napoletano facendo compagnia a crocché e frittatine di pasta, ai cuoppi che si consumano passeggiando. Quelle più gettonate sono con ingredienti poveri, quindi ricotta di bufala e cicoli, questi ultimi ricavati dalle parti grasse del maiale e a volte sostituiti con salame Napoli, ma poi c'è anche la classica mozzarella e pomodoro. Se improvvisamente vi dovesse venire voglia, questo è il vademecum per mettere le mani in pasta.

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