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Il culto del cibo

Il rapporto che ogni persona instaura col cibo è complesso e legato a fattori diversi: è prima di tutto un fatto culturale poiché il modo di interpretare il cibo è mediato dall’ambiente e dalla società in cui si vive; ma a dirla tutta la questione potrebbe non finire qui.

  • Il culto del cibo

    Tra gli elementi c’è anche la religione. Pensate che, nel medioevo, un cristiano beveva dal proprio calice sorbendo cinque sorsi, ognuno associato tradizionalmente alle cinque piaghe di cristo, e ogni pietanza veniva meticolosamente divisa in quattro parti: uno per Maria e gli altri tre per la santa trinità.

  • Il culto del cibo

    In tutte le religioni il cibo non è solo un bene materiale di prima necessità come sarebbe naturale pensare ma è considerato un dono di Dio o degli Dei, e l’atto di alimentarsi diventa, per questo motivo, un atto sacro, anche di ringraziamento all’Entità superiore che l’ha donato all’uomo per garantirne la sopravvivenza. Il cibo è santo e come tale va considerato, venerato persino, se si pensa che l’ostia consacrata diventa per i cristiani il corpo di Cristo.

  • Il culto del cibo

    L’assunzione di cibo deve anche sottostare all’esigenza spirituale di moderazione e virtù caratteristica di ciascuna religione. I divieti alimentari e le regole per consumare certi prodotti nascono da questa prospettiva di purificazione e redenzione, strettamente legati al concetto di tabù, utile sia per creare nei credenti una forte identità di gruppo sia per evitare di contaminarsi con i non-credenti.

  • Il culto del cibo

    Nei testi sacri sono molti i riferimenti al cibo. Per quanto riguarda la religione ebraica c’è un lungo elenco dei cibi vietati perché ”empi”. Bisogna controllare quali sono i cibi permessi e quale è il modo consentito di prepararli, seguendo gli insegnamenti della Torah. Vengono considerati animali puri i quadrupedi ruminanti e anche molti gallinacei oltre che oche e anatre. Sono proibiti i volatili rapaci e notturni. Un'altra norma importante è quella di non cibarsi del sangue degli animali, in quanto esso è il simbolo della vita. Vietato è anche cibarsi di carne e latte insieme. Dopo la carne, devono passare almeno sei ore prima di mangiare dei latticini; dopo i latticini prima di mangiare la carne bisogna lavarsi bene la bocca. Bisogna avere recipienti e stoviglie separate per cibi di carne e di latte. Quindi attenzione, se avete ospiti ebrei a cena niente petti di pollo al latte!

  • Il culto del cibo

    Nel mondo islamico esistono Centri di Certificazione di Qualità Halāl, che hanno il compito di garantire l’osservanza delle norme alimentari e dei divieti in merito alla consumazione di particolari pietanze. Perché il cibo possa essere considerato ḥalāl, ossia non proibito, deve essere una sostanza consentita e la carne deve essere stata macellata secondo le linee guida tradizionali indicate nella Sunna. L’animale deve essere infatti dissanguato completamente prima di poter essere macellato.

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